Che la tensione resti pericolosamente alta lo confermano due fatti: il primo è che al momento sia Giorgia Meloni che Emmanuel Macron si trovano entrambi al vertice del G20 a Bali e non è previsto alcun incontro a margine; il secondo viene da Bruxelles dove la Commissione ha precisato che “non può essere fatta alcuna distinzione tra navi Ong e altre imbarcazioni quando si tratta di salvataggio di vite umane in mare”, una precisazione che certo non sarà piaciuta al governo Meloni che punta invece a nuove norme che limitino l’azione delle navi umanitarie. Fondamentale sarà capire se la premier si smarcherà, almeno leggermente, dalle posizioni rigide di Matteo Salvini e del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Anche perché un altro esponente di peso, cioè la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto con una dichiarazione non proprio negoziale: “Credo che l’opera del presidente Mattarella sia sempre utile, ma credo anche che la fermezza del nostro Governo possa e debba essere condivisa”. Il capo dello Stato ha speso anche questa volta tutto il suo peso politico, esattamente come fece nel 2019 quando si aprì la delicatissima crisi dei gilet gialli a causa del sostegno dato dall’ora Ministro per lo sviluppo economico Luigi Di Maio alle manifestazioni di piazza che turbarono per settimane la Francia. Il Capo dello Stato italiano prima sbloccò la situazione a febbraio con una telefonata a Macron poi a maggio a Parigi, in occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, vide l’inquilino dell’Eliseo mettendo la parola fine a quella crisi. Questa volta è solo una tregua: spetterà al Governo di Giorgia Meloni dimostrare la volontà di fare dei passi in avanti.
