“Cinque anni fa sono stati celebrati i trattati di Roma, ovviamente era il governo presente perché la politica estera compete al governo, ma la sera al Quirinale ho detto che esistono Paesi piccoli e Paesi che non hanno ancora capito di essere piccoli perché nessuno, anche il più grande, può fare da solo”. Non lo è, ma quanto dichiarato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università dell’Insubria a Varese, a tutti gli effetti ha il sapore di una replica a quanti hanno visto il colloquio con il presidente francese, Macron, alla luce delle tensioni tra l’Italia e la Francia sulla questione migranti. “L’integrazione va costruita giorno per giorno, con pazienza. Occorre continuare malgrado ogni tanto affiorino illusioni di ritorno indietro rispetto alle sfide che abbiamo. Sfide come quella della sanità, che richiede un’integrazione collaborativa mondiale. Sfide come quella del cambiamento climatico, delle migrazioni, dell’economia globalizzata, dove grandi soggetti operano totalmente svincolati dalle regole. Tutti impegni che nessuno Stato è in condizione di affrontare da solo e richiedono un comune impegno”, ha poi aggiunto il presidente della Repubblica scondo il quale “l’Europa, dopo essere stato teatro di guerre fratricide, è diventata un continente di pace e deve continuare a trasmettere valori di pace anche in questo momento segnato dalla guerra”.
