Manovra, Bonomi: manca di visione. Calenda: una presa in giro. Meloni: è coraggiosa e concreta, sono orgogliosa

Le opposizioni in Parlamento stanno già allestendo le piazze contro la legge di bilancio, illustrata ieri dalla premier Giorgia Meloni. Il Pd, con Enrico Letta, l’ha giudicata iniqua, e ha già convocato una manifestazione che si terrà nei prossimi giorni. barricata pronta anche sul fronte Movimento 5 stelle con Giuseppe Conte che si appresta a respingere l’attacco del governo di centrodestra alla “bandiera” del reddito di cittadinanza. “Essere forti con i deboli e deboli con i forti non lo chiamo coraggio, lo chiamo viltà. Questo è un governo che sferra un attacco quotidiano all’uguaglianza. A quella tra le persone, e lo abbiamo visto sui diritti. A quella sui territori, con l’autonomia differenziata di Calderoli. E ora a quella tra le fasce sociali, con questa manovra che fa una redistribuzione alla rovescia, abolendo anche il reddito di cittadinanza: con la caccia ai poveri Meloni ha ricompattato i suoi”, afferma in una intervista con Repubblica il vice segretario del Pd, Peppe Provenzano. “Il reddito riguarda circa 3 milioni di percettori, di cui 2 milioni sono persone inabili al lavoro: fragili, anziani, persone che non possono lavorare. Il centrodestra ha deciso di fare la guerra a quel milione di percettori di reddito che sono abili al lavoro. Queste sono persone che in parte lavorano, ma hanno un reddito talmente basso che non arrivano a fine mese. L’altra parte non lavora, ma parliamo di persone over 50 con un titolo di studio che al 70% non va oltre la terza media. Il centrodestra non sa di cosa sta parlando”, afferma invece la deputata del Movimento Cinquestelle, Chiara Appendino, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. “Noi faremo la nostra battaglia in Parlamento e spero ci sia una mobilitazione di tutto il Paese. L’Italia non è un Paese per donne. Onestamente mi sembra peggiorativa per le donne, ad esempio sulle pensioni: opzione donna non è stata prorogata esattamente com’era prima, ora dipende da quanti figli hai. Mi sembra una misura punitiva nei confronti delle donne che non hanno voluto o potuto avere figli”, ha aggiunto.

Pollice verso anche dai centristi, ma con tanti distinguo. “Chiediamo un incontro alla presidente del Consiglio Meloni perché la manovra approvata ci sembra una manovra estremamente pericolosa per il Paese in un momento come questo”, dice il leader di Azione Carlo Calenda, presentando
in Senato la contro-manovra del terzo polo. “Siccome la Meloni è nuova in questo lavoro e pensiamo vada aiutata e non solo contestata. Quindi chiediamo un incontro perché così sicuramente la manovra non funziona”, aggiunge. Per Calenda “questo è il governo della Lega, non c’è una proposta che sia della Meloni”, la quale “ha passato la campagna elettorale a tranquillizzare che non era fascista e si è persa”. “Le opposizioni non è che vanno in piazza, vanno in Parlamento e propongono le modifiche che ritengono necessarie”, dice inoltre il leader di Azione. “Trovo questa manovra una grande presa in giro, innanzitutto per gli elettori della destra. Tutte le promesse elettorali sono state disattese”, aggiunge durante la conferenza. “Faccio un esempio, Berlusconi ha fatto la campagna elettorale sulle pensioni a 1.000 euro, invece con la rivalutazione ci saranno solo 6 euro in più al mese. Hanno
promesso di abolite la legge Fornero e fanno un intervento idiota, ci sarà un calo strutturale della spesa sanitaria, non ci sono investimenti strutturali, non c’è una visione di Paese. È una manovra priva di idee, c’è solo la continuazione della politica del governo Draghi sull’energia”. “Dicono che aboliscono il Reddito di cittadinanza ma non lo fanno perché non c’è tempo, dico a Giorgia Meloni ma che cavolo hai fatto in questo tempo all’opposizione?”, dichiara inoltre Calenda, proponendo di tornare al Reddito di inclusione potenziato. “Il Reddito di cittadinanza costa 8,4 miliardi e ha coinvolto 2,5 milioni di persone, il problema è che delle persone che sono abili al lavoro solo il 10% ha trovato lavoro, è un sistema che ha fallito totalmente. Noi proponiamo di far gestire il RdC dai comuni così com’era previsto dal REI, di spostare la componente relativa ai figli sull’Assegno Unico. Inoltre – aggiunge – proponiamo di togliere il sussidio agli under 40 senza figli, di abilitare le agenzie private per il lavoro a formare e trovare lavoro ai percettori, prevedere un’imposta negativa temporanea per i percettori che trovano lavoro”.

Ma la prima manovra del nuovo governo di centrodestra non piace neppure fuoria dai palazzi della politica. Non piace, su tutti, a Confindustria. “E’ una legge di bilancio a tempo. Giustamente hanno concentrato due terzi degli interventi sul caro-energia, ma solo sino al 31 marzo. Bisognerà capire cosa succederà dopo. Oggi la legge di bilancio è prudente sui saldi, lo apprezziamo. Ma il primo aprile cosa succede?”, afferma in una intervista con la Stampa, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Secondo Bonomi “sulla manovra pendono tre incognite. La prima è il tempo, la sua durata, cose a cui nessuno sembra pensare. Poi c’è la politica: è evidente che sono state prese decisioni per accontentare le diverse anime della maggioranza e questo viene prima delle vere urgenze del Paese. La terza è mancanza di visione. Sulla lotta alla povertà, come su occupazione e produttività”. Agli imprenditori, spiega, “preme” “lavorare sul Pil potenziale e la crescita del Paese” e non “prendere in tanto micro-decisioni e spostare tutto avanti di tre mesi”, certo “è un bene che si sia tenuta la barra dritta sulla finanza pubblica”. La fine del reddito di cittadinanza “è un annuncio… Si è preso tempo senza dire come intervenire per alzare l’occupabilità” mentre “sul cuneo non si fa un intervento decisivo – aggiunge -. Il mini-taglio aggiuntivo vale 46 euro lordi in più al mese ai dipendenti con meno redditi. Poco più di nulla. Serviva un taglio energico. La politica non si è assunta la responsabilità di farlo e coprirlo ma offre nuovi forfait alle partite Iva. I soldi ci sono… Se si fosse voluto incidere si sarebbero trovati i mezzi”. Quanto al fisco, ricorda Bononi, “una vera riforma del fisco deve essere organica, deve comprendere Irap, Ires e Irpef” mentre “in Italia si interviene solo e sempre a margine dei tributi esistenti” e “l’estensione della aliquota piatta si valuta in circa 300 milioni aggiuntivi. Il contro 2023 salirebbe così a 2,5 miliardi. Avremmo potuto tagliare il cuneo fiscale di un altro punto e mezzo”.

A Bonomi risponde il ministro del Lavoro, Marina Calderone. “L’impegno, soprattutto sulla riduzione del cuneo fiscale e contributivo di cinque punti, è un impegno di legislatura. Si è fatto un investimento e un intervento iniziale in questa manovra per dare un segnale: è un sostegno soprattutto ai redditi ed ai redditi più bassi, compatibilmente con quelle che erano le esigenze anche di equilibrio dei conti di una manovra da 35 miliardi che ne destina praticamente 22-23 a sostegno delle famiglie e a sostegno soprattutto di quelli che sono i maggiori oneri dovuti e i rincari energetici”, dice a margine presentazione del Quadro di Sintesi sulle politiche di investimento degli Enti previdenziali 2021, a cura della Covip. Quanto al temere possibili tensioni sociali, il ministro spiega: “No, io penso che sia da spiegare bene e soprattutto che siano da valutare quelle che sono le iniziative prese, alla luce perlomeno, per quanto mi riguarda, per le misure di mia competenza, di una grande scommessa che è quella, invece, di rendere più efficiente e più inclusivo il mercato del lavoro”.

Della manovra ha parlato anche il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ribadendo la necessitá che un Paese con un alto debito come l’Italia adotti un atteggiamento prudente sulla finanza pubblica: “Il messaggio per l’Italia”, spiega in un’intervista con La Stampa, “è lo stesso che abbiamo inviato a tutti gli altri e cioè che gli interventi per far fronte alla crisi energetica devono essere temporanei e mirati, vale a dire diretti ai cittadini e alle imprese piú in difficoltà”. Inoltre occorre “garantire una politica fiscale prudente, in particolare limitando la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale al di sotto della crescita potenziale a medio termine”.

La premier Giorgia Meloni difende il lavoro fatto, la sua prima manovra. “Orgogliosa del lavoro di questo governo e di una manovra scritta in tempi record”, scrive sui social. “Una legge di bilancio coraggiosa e concreta, che bada al sodo e offre una visione sulle prioritá economiche. Favorire la crescita, aiutare i piú fragili, investire nelle famiglie, accrescere la giustizia sociale, sostenere il nostro tessuto produttivo, scommettere sul futuro: questa la nostra ricetta per ridare forza e visione all’Italia”, spiega la premier.

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