La maggioranza è pronta ad una corsa contro il tempo su manovra e Pnrr

La maggioranza ribadisce ancora una volta che per l’approvazione della legge di bilancio i lavori non avranno alcun tipo di interruzione. Oggi alla Camera si comincia a votare il decreto ministeri ma poi a metà settimana si accelererà sulla manovra in Commissione Bilancio. Gli emendamenti (i segnalati saranno 450, 200 della maggioranza e 250 delle opposizioni) saranno votati tra giovedì 15 e domenica, poi dal 20 si va in Aula: sarà una corsa contro il tempo per evitare l’esercizio provvisorio. Il rush finale riguarda poi anche i 55 obiettivi da raggiungere sul Pnrr entro il 31 dicembre: l’esecutivo punta a farcela in tempo ma intanto sta lavorando a un decreto per accelerare le procedure, che potrebbe vedere la luce a metà mese ma solo se non dovesse essere rispettato il timing delle scadenze fissate, con gli obiettivi da raggiungere, altrimenti il provvedimento arriverà all’inizio del prossimo anno. Il dossier è in mano al ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto che sta portando avanti da settimane un’interlocuzione con l’Europa per concordare a fari spenti il possibile percorso di modifica del piano. La consapevolezza nell’esecutivo è di una situazione difficile ereditata dal precedente esecutivo ma non c’è l’intenzione di alzare polveroni o di mettere nel mirino l’ex premier Mario Draghi.

La premier, parlando degli obiettivi del Pnrr, si è soffermata sulla questione del limite ai pagamenti elettronici. L’opposizione è sempre sulle barricate sulla decisione dell’esecutivo di innalzare a 60 euro la spesa minima oltre cui scattano le multe per i commercianti che rifiutano l’uso del Pos, Meloni ha però ribadito che ci possono essere cambiamenti su questo fronte, così come ci saranno cambiamenti sul tema del superbonus. “Il Governo – ha spiegato – sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare il pagamento elettronico per piccoli importi. La soglia dei 60 euro è indicativa può essere anche più bassa, c’è un’interlocuzione in corso con l’Ue, perché è uno degli obiettivi del Pnrr”. Il presidente del Consiglio difende comunque la mossa del Governo: “Abbiamo aumentato il tetto al contante perché il tetto al contante sfavorisce la nostra economia perché siamo in un mercato europeo e, in un mercato europeo, il tetto al contante ha un senso se ce l’hanno tutti”.

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