Qatargate, Eva Kaili destituita dalla carica di vicepresidente dell’Europarlamento (quasi all’unanimità)

La plenaria del Parlamento europeo ha deciso oggi a Strasburgo quasi all’unanimità, con 625 voti contro uno e due astensioni, la destituzione di Eva Kaili dalla vicepresidenza dell’Assemblea. Kaili, arrestata dalla polizia belga in fragranza di reato, è la personalità più importante coinvolta nello scandalo, su cui sta indagando la magistratura di Bruxelles, delle tangenti elargite da “un paese del Golfo” a parlamentari europei, assistenti e Ong, che la stampa ha ribattezzato “Quatargate”. In precedenza, stamattina, la destituzione era stata chiesta all’unanimità dai capigruppo politici nella Conferenza dei presidenti dell’Europarlamento. Per essere valida, la decisione doveva essere chiesta dai tre quinti dell’Ufficio di presidenza e dai due terzi dei voti espressi in plenaria e dalla maggioranza assoluta dei membri del Parlamento. A seguito della riunione di stamattina a Strasburgo, la Conferenza dei presidenti ha emesso una dichiarazione “sulle indagini penali in corso per corruzione che coinvolgono membri e personale del Parlamento europeo”, in cui si dice “scioccata e profondamente preoccupata per le recenti rivelazioni sulla corruzione e l’influenza criminale nei processi decisionali” dell’Assemblea. “Tutti i soggetti coinvolti dovranno rispondere delle loro responsabilità. Il Parlamento continuerà a sostenere pienamente il lavoro della polizia e della magistratura per garantire che sia fatta giustizia”, continua la dichiarazione. I capigruppo politici e la presidente del Parlamento europeo avvertono poi che “non ci sara ‘business as usual'” e che verrà avviato “un processo di riforma interna per garantire che trasparenza e responsabilità siano rafforzate e diventino inattaccabili”. “Si parte oggi – annuncia la dichiarazione della Conferenza dei presidenti – con la cessazione anticipata dall’incarico della vicepresidente coinvolta. E si proseguirà con il rafforzamento delle norme del Parlamento sull’accesso ai suoi locali e alle sue riunioni. Garantiremo inoltre che i finanziamenti delle organizzazioni e delle persone che hanno accesso al Parlamento siano tutti pubblicamente dichiarati e adeguatamente monitorati”. “Non ci fermeremo – concludono i capigruppo politici e la presidente del Parlamento europeo – finché non sarà stata ristabilita la piena fiducia nella nostra Istituzione”.

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