Qatargate: e l’inferiorità morale della sinistra!

Si dice che a Natale dobbiamo essere tutti più buoni; ecco io prima che arrivi il Santo giorno voglio
essere molto cattivo, o diciamo pure voglio togliermi qualche sassolino dalle scarpe, perché le ho
veramente piene (le scarpe intendiamoci) di sassolini; però cercherò di non descriverli tutti,
altrimenti si rischia di fare un papiro che per leggerlo tutto ci passiamo tutto il 2023.
Per anni e anni, la sinistra ci ha fatto la testa come un pallone aerostatico, sbandierando la sua
“superiorità morale”, fin dai tempi che Enrico Berlinguer inventò il suo teorema sulla questione
morale, che però a ben vedere, e mettendo in fila tutti i fatti che sono emersi in questi anni, tale
superiorità è di fatto anzi a tutti gli effetti solo presunta e non certo oggettiva, rivelando invece
essere del tutto inferiore in tutti i sensi, mentre ipocritamente e ben sapendo di mentire, hanno
sempre accusato chiunque fosse del centrodestra come qualcosa di losco, di sporco o che avesse
chissà quali scheletri negli armadi: scheletri che invece la sinistra si è appurato sono così tanti, che
non riescono più a nascondere, e infatti stanno saltando fuori come le cavallette, e ne sono
giustamente travolti.
L’ultima vicenda che da qualche giorno sta stravolgendo la sinistra fino alle ossa, è il caso Qatargate
con la mole di scandalo che sta trascinando nel suo burrone le istituzioni europee, ma soprattutto
quell’aurea di santificazione e purezza delle ONG, mostrando tutto il marciume che hanno tentato
in questi anni di nascondere; ma il tutto è esploso come le fognature, rivelando una melma e una
puzza che non si sentirebbe nemmeno nei bassifondi di Caracas.
Ora senza andare a riesumare i tristemente noti casi come quelli di “Bibbiano”, “Il Forteto” e molti
altri similari, con tutto il loro squallore penoso e il carico di sofferenze causato a chi ha subito e
vissuto sulla sua pelle questi episodi, pur tenendo conto di quanto siano emblematici; mi limito ad
esaminare i casi più recenti, che ultimi ma non ultimi (chissà quante altre cose dovranno venir fuori
che non sappiamo ancora), che si riallacciano comunque a personaggi che hanno fatto e fanno della
supposta superiorità morale una bandiera, che non ha però ragione di essere.
Iniziamo con il personaggio che per molti anni è stato definito l’uomo più influente e potente della
sinistra italiana, che ha attraversato le epoche fino alla transizione dal PCI arrivando poi al PD: ex
Segretario del Partito Democratico; ex Presidente del Consiglio; ex Presidente COPASIR; ex di tutto
un po’, ma è da sempre l’uomo che tutto sa tutto vede e al quale tutti si aggrappano anche fosse
solo per un consiglio o un parere, Massimo D’Alema; che ora non fa più parte del PD ma della
formazione che fa capo a Roberto Speranza Art. 1, di cui alcuni esponenti sono guarda caso i
protagonisti dello scandalo al Parlamento Europeo noto come Qatargate.
Massimo D’Alema qualche mese fa è finito al centro delle cronache e di una inchiesta giudiziaria,
per una presunta fornitura di armi alla Colombia; fornitura che personalmente se fosse destinata al
Governo colombiano penso sarebbe ottima cosa, avendo vissuto per diversi anni in quel Paese e
amandolo profondamente potrebbe farmi solo piacere conoscendo tante situazioni. Se non fosse
però assai strano tutto il contorno di detta vicenda; perché l’intermediario al quale pare si sia rivolto
il D’Alema a tale scopo sia tal Edgar Fierro, nome di battaglia “Don Antonio”, un terrorista
paramilitare appartenente alla formazione Diaz; formazioni che alla fine sono legate alle varie AUC
e FARC, e per chi non lo sapesse, sono organizzazioni che hanno preso il posto dei cartelli di Medellin
e Calì, nelle attività di narcotraffico internazionale di cocaina e marijuana.
Ebbene, interrogato sull’assunto, D’Alema disse testualmente: “devo aver commesso una
leggerezza non avendo appurato con chi mi stavo rapportando!”; leggerezza? A parte il fatto che
risulta davvero poco credibile che un uomo della esperienza ben nota di Massimo D’Alema possa
agire con tanta leggerezza o ingenuità, ma soprattutto possiamo forse credere che egli non abbia la
possibilità e diciamo anche la statura per contattare direttamente per questi affari il Governo
centrale della Colombia? E poi in una intercettazione, risulta che egli si rivolgesse o parlasse del suo
interlocutore chiamandolo col suo nome di battaglia “Don Antonio”, e non si chiede il perché di tale
soprannome o non fa una semplice ricerca su Google dove basta poco per avere ogni genere di
notizia? Un tizio che è stato condannato addirittura per crimini contro l’umanità, davvero questo
sarebbe il suo alibi essere tanto ingenuo? Dovremmo essere noi molto molto ingenui per credere
una cosa simile. Ma la vera domanda è: quelle armi voleva venderle al Governo colombiano, o alle
organizzazioni paramilitari? E si badi bene che si trattava di vendere sommergibili, aerei e sistemi
navali oltre che probabilmente armi leggere; ma se qualcuno che legge si sta chiedendo se tali
organizzazioni possono permettersi simili acquisti, be si possono eccome, avendo alle spalle enormi
capitali, considerando che appunto hanno ereditato il controllo del narcotraffico di due
potentissime organizzazioni (Cartelli di Medellin e Calì), e miliardi di dollari anzi Euro ogni anno; ma
ovviamente i sommergibili non gli servono per fare la guerra, ovviamente per operare il traffico di
droga, e non sarebbe una novità, visto che è risaputo siano dotati anche di sommergibili (lo era
anche Pablo Escobar figuriamoci).
Per fortuna però l’affare è sfumato, la Leonardo Finmeccanica ha preso le distanze e disconosciuto
D’Alema come intermediario, ma il fatto rimane; ovviamente le indagini sono ancora in corso e
dovranno (si spera) far piena luce sulla vicenda; ma i sospetti e le domande sono tali e non
depongono certo a favore dell’ex leader carismatico.
Il caso Soumahoro ormai noto come “il Deputato con gli stivali”, del quale abbiamo parlato in un
precedente articolo, ma che giorno dopo giorno si viene a sapere e scoprire molto di più, e che ora
vede iscritta nel registro degli indagati anche sua moglie Liliane Murekatete, oltre alla suocera e
cognato, che stanno contribuendo anche questi non solo a scompigliare la sinistra italiana, ma anche
le organizzazioni dedite all’accoglienza dei rifugiati (o presunti tali), e quelle contro lo sfruttamento
degli stessi (che loro stesse sfruttano); che poi il tutto va a riallacciarsi anche al sistema delle varie
ONG, delle quali in questi giorni sta emergendo la vera natura di intrecci e interessi (soprattutto
economici) e le corruzioni da queste generate, e che legittimamente tutti ci domandiamo: oltre che
nel Parlamento Europeo, cosa non sappiamo o non è ancora emerso che riguarda invece i nostri
parlamentari? Anche perché pochi non sono gli esempi nei quali esponenti della sinistra si sono
spesi e sbracciati in favore delle ONG, fra i quali spicca su tutti Emma Bonino, che guarda caso figura
anche nel board di “No peace wthout justice” e della “Fight Impunity” entrambe legate a Panzeri.
Un sospetto fortissimo, e del tutto legittimo alla luce di quel che racconta il “Qatargate”, nel quale
l’assistente e compagno della ex Vice Presidente del Parlamento UE Eva Kaili, che sta collaborando
con i magistrati belgi ha dichiarato che: “le ONG ci servivano per far girare i soldi!”. E quanti soldi
girano in questa miriade di ONG (ovviamente non le riteniamo tutte allo stesso scopo e stregua), a
quanto pare tanti, davvero tanti, e il volume sembra attestarsi ben oltre la soglia dei milioni, ma
miliardi di Euro, cifre da capogiro, nelle quali tutti vorrebbero metter le mani se non le braccia, e
che sta scuotendo le istituzioni europee fin nelle loro fondamenta, ma anche i partiti della sinistra
progressista, che utilizzavano tali iniziative, che solo a parole difendevano i diritti umani, con gran
sfoggio di buonismo dilagante, che si sono rivelate un coacervo di ipocrisia incommensurabile.
Però gli esponenti della sinistra italiana invece di abbassare la testa per la vergogna, cercano di
difendersi con la tesi che: “anche nel centro destra ci sono casi simili”; e quali sarebbero questi casi?
Dateci un esempio eloquente di cose simili e di tale squallore vergognoso, chi quando e come si
sarebbe macchiato di tali infamità? Se tali accuse campate in aria non esistono, fate miglior figura a
stare muti, abbassare lo sguardo e vergognarvi, sempre che un briciolo di dignità vi sia rimasta.
Ecco cari signori della sinistra, mi fermo qui con queste poche righe, ma ritengo siano sufficienti,
anche perché ormai girare il coltello nelle piaghe sarebbe anche sadico.
Ma tutto questo e molto altro, sta a dimostrare che no, voi non siete nelle condizioni ideali per dare
lezioni di etica e onestà a nessuno, e tanto meno per decantare una superiorità morale che in verità
non avete mai avuto, alla luce dei fatti che parlano da soli. Possono credevi solo quei pochi che
ancora vi votano, magari comprati con qualche spicciolo come abbiamo visto fare alle ultime elezioni
comunali di Taranto, visti con i nostri occhi e con le denunce giustamente in flagranza di reato; ma
ormai avete toccato il fondo anzi lo avete raschiato; e prima di parlare degli altri, fareste bene a
guardare dentro casa vostra, se ne avete il coraggio.
Andrea Franchi

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong