Era rimasto bloccato all’interno dell’ambasciata italiana negli Emirati Arabi Uniti a seguito del suo rilascio da un carcere nel Paese del Golfo l’imprenditore italiano Andrea Costantino. In una nota di Palazzo Chigi si legge: «è rientrato in Italia e ha potuto riabbracciare i suoi cari. Ringrazia in particolare il ministro degli Esteri e la rete della Farnesina, i Servizi di informazione e sicurezza e le Autorità degli Emirati per il buon esito della vicenda».
Ai microfoni di Radio Libertà, Costantino ha ringraziato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, il direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, Luigi Vignali, l’ambasciatore d’Italia ad Abu Dhabi, Lorenzo Fanara. Era stato tratto in arresto a Dubai con l’accusa di finanziamento del terrorismo in Yemen il 21 marzo scorso in un hotel della città, dove soggiornava con la famiglia, dopo essere ritornato negli Emirati arabi uniti per rinnovare il visto di residenza in scadenza, e incarcerato nel penitenziario di massima sicurezza di Al Wathba.
Costantino e’ stato rilasciato dal carcere a maggio in virtù di un’opera di mediazione italiana. Durante questi mesi l’imprenditore ha vissuto in una dependance dell’ambasciata d’Italia dopo che le autorita’ emiratine avevano confiscato il suo passaporto. «Mi sono occupato personalmente della vicenda Costantino, stiamo facendo il possibile per una soluzione positiva», aveva dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il 13 dicembre davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato, riferendosi alla vicenda dell’imprenditore. «Non lasciamo solo nessun cittadino italiano», aveva assicurato Tajani.
Indiscrezioni rivelano che la vicenda fosse legata alle pessime relazioni diplomatiche con gli Emirati Arabi Uniti, determinate dalla revoca delle licenze di esportazione di materiali della difesa intervenuta con atto unilaterale a firma dell’allora ministro Di Maio e avallata dal premier Conte.
