L’ex premier Mario Draghi non ha mai nascosto la sua stima nei confronti di Giorgia Meloni. Ancor prima che si tenessero le elezioni politiche ha espresso sempre giudizi positivi per la coerenza e la serietà della leader di Fratelli d’Italia, e li ha riconfermati anche adesso che lo ha sostituito all’ambitissima poltrona di Palazzo Chigi. “Giorgia Meloni ha dimostrato di essere una leader abile e ha avuto un forte mandato elettorale”, ha detto l’ex Presidente del Consiglio in un’intervista ad Antonio Polito per il Corriere della Sera. Precisa però: “Occorre stare attenti a che non si crei di nuovo un clima internazionale negativo nei confronti dell’Italia. Mantenere saldo l’ancoraggio all’Europa è il modo migliore per moltiplicare il nostro peso internazionale. Penso anche che si debba sempre mantenere aperto il confronto con le parti sociali, con gli enti territoriali, con il terzo settore. Un confronto ispirato al dialogo, all’ascolto, alla disponibilità”.
Poi aggiunge: “Se guardo alle sfide raccolte e vinte in soli venti mesi di governo, c’è da sorridere a chi ha detto che me ne volessi andare, spaventato dall’ipotetico abisso di una recessione che fino a oggi non ha trovato riscontro nei dati” L’ex presidente della Bce ripercorre il suo itinerario. “Ero stato chiamato a fare, dopo una vita, un mestiere per me nuovo e l’ho fatto al meglio delle mie capacità. Sarei dunque rimasto volentieri per completare il lavoro, se mi fosse stato consentito”.
Molto scettico sul Movimento 5 Stelle e sulla Lega: “Con il passare dei mesi, la maggioranza che sosteneva il governo si era andata sfaldando e diversi partiti si andavano dissociando da decisioni già prese in Parlamento o in Consiglio dei ministri. Il Movimento 5 Stelle era sempre più contrario al sostegno militare all’Ucraina, nonostante avesse inizialmente appoggiato questa posizione in Parlamento insieme a tutte le altre forze politiche, e nonostante questa fosse la linea concordata con i nostri alleati in sede europea, G7 e Nato. Forza Italia e Lega erano contrarie ad aspetti di alcune importanti riforme — fisco e concorrenza — a cui era stato dato il via libera in Consiglio dei ministri. Lega e Movimento Cinque Stelle chiedevano inoltre a gran voce uno scostamento di bilancio nonostante — come stiamo vedendo — l’economia e l’occupazione andassero bene”.
L’ex capo della Bce si dice stanco degli incarichi politici e di volersi concentrare sui suoi nipoti. “Faccio il nonno, ho quattro nipoti. E mi godo il diritto dei nonni di poter scegliere che cosa fare. Anche per questo ho chiarito che non sono interessato a incarichi politici o istituzionali, né in Italia né all’estero”.
