“Sono ancora convinta che sarebbe ottima cosa tagliare le accise sulla benzina, ma il punto è che si fanno i conti con la realtà con la quale ci si misura e non sfuggirà che stiamo affrontando una situazione emergenziale che ci impone di fare alcune scelte”. Così il premier Giorgia Meloni in una diretta Facebook. “Non ho promesso in campagna elettorale che avrei tagliato le accise perchè sapevo quale sarebbe stata la situazione davanti la quale mi sarei trovata. Sono speranzosa che prima o poi riusciremo a fare un taglio strutturale delle accise, ma questo necessita di una situazione diversa e di rimettere in moto la crescita economica, perché per fare certe cose servono le risorse, per trovare le risorse serve che si torna produrre maggiore ricchezza e lavoro, ed è quello su cui noi stiamo lavorando”, ha aggiunto. Il taglio delle accise deliberato dal precedente governo costa 1 miliardo al mese, 10 miliardi mediamente l’anno. Si poteva fare solo togliendo risorse da altre misure previste in manovra come il taglio del costo sul lavoro, come l’aumento del 50% dell’assegno unico per famiglie con figli fino al primo anno di etá e la decontribuzione”. “Perché io ho fatto il punto su una serie di misure che tutte insieme costano circa 10 miliardi. Io, per prorogare il taglio delle accise del costo della benzina, non avrei potuto confermare il taglio del costo sul lavoro e aumentare il taglio del costo sul lavoro che abbiamo previsto nella manovra finanziaria, non avremmo potuto aumentare del 50% l’assegno unico per le famiglia per il primo anno di vita del bambino e per i primi tre anni per le famiglie numerose. Non avremmo potuto aumentare il fondo sulla sanità di 2 miliardi di euro, come abbiamo fatto. Non avremmo potuto aumentare la platea delle famiglie che potevano accedere al sostegno da parte dello Stato per calmierare le bollette domestiche, non avremmo potuto immaginare una decontribuzione per i neo assunti giovani donne percettori del reddito di cittadinanza, non avremmo potuto istituire il fondo carrello per aiutare a fare la spesa di fronte all’aumento dei generi di prima necessità per le famiglie più fragili. Non avremmo potuto mettere risorse sul fondo per i crediti di imposta per le piccole e medie imprese. Tutte queste misure noi le avremmo dovute cancellare dalla legge di bilancio per prevedere di nuovo il taglio delle accise”. “Perché – ha proseguito – abbiamo scelto di mettere le risorse su queste cose e non su un nuovo taglio delle accise? Per due ragioni banali. La prima è che tagliare le accise sulla benzina è una misura che aiuta tutti indipendentemente dalla condizione economica che hanno. Cioè io taglio indifferentemente le accise a chi ha una utilitaria e ha uno stipendio medio basso e a chi ha un’auto di lusso. Paradossalmente aiuto più quello che l’auto di lusso, che consuma molta più benzina. Mentre quello che noi abbiamo fatto è stato prendere questi dieci miliardi e, invece di spalmarli indifferentemente tra chi prende 500 euro al mese e chi prende 500mila all’anno, abbiamo deciso di concentrare quelle risorse su chi aveva più bisogno. Abbiamo fatto questa scelta che io rivendico perché la considero una scelta di giustizia sociale”. “Dovevamo cancellare tutto per prevedere di nuovo il taglio delle accise sui carburanti”, ha aggiunto Meloni sottolineando che la prima ragione per la quale non abbiamo realizzato l’intervento è che “il taglio delle accise è una misura che aiuta tutti indipendentemente dalla condizione economica. Aiuta chi ha il Suv e chi ha l’utilitaria”, ha dichiarato. “In grande sinceritá sono convinta delle scelte fatte. In una situazione come quella in cui ci troviamo ritengo sia stato piú giusto concentrare le risorse su chi è in difficoltá anzichè consentire a me, per fare un esempio, di pagare la benzina di meno”.
“Gira da più parti un video del 2019 in cui io, facendo benzina con la mia auto, parlavo della necessità di tagliare le accise sulla benzina. E, ovviamente, non avendo il governo deciso di modificare la norma del precedente governo che prevedeva che il taglio delle accise sarebbe terminato alla fine di quest’anno, si è detto che la Meloni è incoerente perché in campagna elettorale promette alcune cose e al governo ne fa altre”, ha poi spiegato la presidente del consiglio durante la diretta social. “Ora, siccome io sono una persona seria, non è un caso che quel video sia del 2019 e non di questa ultima campagna elettorale. Sono ancora convinta che sarebbe ottima cosa tagliare le accise sulla benzina. Il punto è che si fanno i conti con la realtà con la quale ci si misura. E non sfuggirà, a chi non ha pregiudizi, che dal 20019 a oggi il mondo intorno a noi è cambiato e purtroppo noi stiamo affrontando una situazione emergenziale su diversi fronti che ci impone di fare alcune scelte. Quindi io non ho promesso in questa campagna elettorale che avrei tagliato le accise sulla benzina perché banalmente sapevo quale era la situazione di fronte alla quale mi sarei trovata”. “Nella mistificazione totale di questi giorni si è detto che il governo ha aumentato le accise. Il governo non ha aumentato le accise. Il governo non ha neanche fatto marcia indietro sul provvedimento dello scorso governo che, nel tentativo di calmierare il prezzo della benzina, tagliava temporaneamente le accise. Noi abbiamo confermato la scelta del precedente governo che era una misura temporanea per vedere come andava il mercato della benzina”, ha detto Meloni. “Quindi noi abbiamo confermato quella scelta, abbiamo deciso di non modificare la scelta del precedente governo condivisa, evidentemente da molti di quelli che oggi ci attaccano, di far terminare quel provvedimento”, ha aggiunto.
