Maxistangata per le famiglie

Maxistangata per le famiglie. Da gennaio le retribuzioni di colf, badanti e domestici aumentano del 9,2%, cioè in misura pari all’80% dell’inflazione rilevata a novembre; dell’11,5%, cioè tutta l’inflazione, le indennità di vitto e alloggio. Il rincaro scatta in conseguenza della terza fumata nera della riunione della Commissione nazionale del Ccnl sul lavoro domestico, che si è svolta ieri al ministero del lavoro. Calcolatrice alla mano, per la famiglia con badante convivente, per esempio, l’aumento sarà di 131 euro mensili: la retribuzione mensile passa da 1.026 a 1.121 euro e con il conseguente aumento dei contributi il costo totale annuo passerà da 17.177 a 18.752 euro.

Cosa prevede il Ccnl. Le regole sull’aumento delle retribuzioni minime contrattuali è disciplinato dal Ccnl sul lavoro domestico. L’art. 38, in particolare, rimette il compito alla Commissione nazionale composta dalle parti datoriali e sindacali, che, convocata ogni anno dal ministero del lavoro, vi provvede in base all’indice Istat rilevato al 30 novembre. Sempre l’art. 38 stabilisce che, dopo la terza convocazione, se non c’è accordo o se c’è assenza delle parti, il ministero del lavoro proceda all’adeguamento delle retribuzioni all’80% dell’inflazione e dei valori convenzionali di vitto e alloggio al 100% dell’inflazione. Le tre riunioni senza accordi si sono svolte a dicembre, il 3 e il 16 gennaio. In tabella i valori in vigore da gennaio 2023.

L’aumento è molto caro. Per Assidatcolf il rincaro per le famiglie è pesante. Gli impatti maggiori si potrebbero avere per quelle figure assunte con orari lunghi o in regime di convivenza, come nel caso delle badanti (livello CS): la retribuzione minima passa da 1.026,34 a 1.120,76 euro, oltre 94 euro in più al mese, a cui si aggiungerà anche l’aumento dei contributi per un costo totale annuo da 17.177 a 18.752 euro, ovvero 1.575 euro in più. Ancora più pesante l’impatto sulle babysitter assunte a tempo pieno (40 ore) non conviventi (livello BS): lo stipendio minimo passa da 1.234 a 1.349 euro, quasi 115 euro in più a mese, per un costo totale annuo (compresi contributi, Tfr, ferie e tredicesima) più caro di 1.743 euro. L’aumento porta con sé un rischio: che molti dei lavoratori oggi in regola finiscano nel nero.

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