L’arresto di Matteo Messina Denaro: dietro la cattura del boss mafioso, un gioco di potere oscuro?

Messina Denaro, noto anche come “Diabolik” è stato a lungo considerato uno dei boss più potenti della mafia siciliana e il capo della famiglia mafiosa di Castelvetrano e la provincia di Trapani. Era latitante dal 1993, e il suo arresto rappresenta un colpo durissimo per Cosa Nostra.
L’arresto ha suscitato grande interesse e commenti da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
Molti si chiedono come sia stato possibile che un uomo ricercato da 30 anni sia stato in grado di vivere per così tanti anni in modo così tranquillo e sicuro, specie in un’epoca la nostra, dove ormai ogni cosa sembra sia controllata e controllabile. ora la caccia si è aperta ai suoi eventuali complici o protezioni che hanno reso possibile la sua lunga latitanza.
Non vi è alcun dubbio che la sua cattura rappresenta un passo importante nella lotta alla mafia in Sicilia e in Italia, ma ci sono anche domande su cosa accadrà adesso e quali saranno le conseguenze a lungo termine di questa, e soprattutto chi prenderà il suo posto.
Tuttavia, c’è un aspetto che ha destato ancora maggiore sconcerto nell’opinione pubblica, e cioè le dichiarazioni di Salvatore Baiardo, un personaggio di stretta fiducia dei fratelli Filippo e Giovanni Graviano, che due mesi prima dell’arresto, intervistato da Massimo Giletti per il programma “Non è l’Arena” aveva predetto l’imminente cattura di Matteo Messina Denaro, dichiarando che era gravemente malato.
Questo solleva domande su come Baiardo potesse essere a conoscenza di tali informazioni, e se ci sia davvero una trama oscura dietro l’arresto di Messina Denaro.
Le rivelazioni di Baiardo, inoltre durante la sua ultima intervista rilasciata sempre a Giletti andata in onda la sera del 22, hanno sollevato preoccupazioni per la sicurezza Nazionale, in quanto ha dichiarato di aver visto le fotocopie della famosa agenda rossa del Giudice Paolo Borsellino, rubata il giorno della sua morte dichiarando testualmente: “L’agenda rossa di Borsellino è in più mani – ha ribadito -. Chi l’aveva deteneva il potere. Ho visto il passaggio di mani dell’agenda nel ’92-’93. Ho visto dei fogli che la riproducevano”.
Baiardo ha sostenuto che esistono diverse copie dell’agenda e che l’originale potrebbe essere nelle mani di qualcuno che detiene un notevole potere di influenza e ricatto attraverso le informazioni in essa contenute.
Incalzato da Giletti su chi fosse il detentore dell’agenda rossa di Borsellino, Baiardo lancia al conduttore un messaggio inquietante con testuali parole: “Io le dico una cosa, Giletti: lei fa un buon giornalismo ma sta rischiando parecchio a 360 gradi. Non per Filippo Graviano che ha detto nell’ora d’aria “ci sta scassando la…”. Lei sta rischiando a 360 gradi – ha ribadito – e non solo a livello mafia”.
Personalmente apprezzo giornalisti coraggiosi che fanno lavoro di inchiesta, ma ricordo anche come diceva il Giudice Giovanni Falcone:” L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza.” Mi auguro quindi che Giletti prenda le dovute cautele.
La domanda principale comunque è se queste rivelazioni siano frutto di una macchinazione orchestrata da esponenti di Cosa Nostra, al fine di gettare un’ombra su un eccellente lavoro investigativo delle forze dell’ordine, oppure se ci sia una partita a scacchi in atto tra menti raffinatissime, come quelle indicate dal Giudice Giovanni Falcone, contro lo Stato.
Da un lato, le dichiarazioni di Baiardo potrebbero essere state fatte per minimizzare l’operato investigativo e mettere in dubbio la cattura effettiva di Messina Denaro, creando confusione e sfiducia nell’opinione pubblica e nelle Istituzioni o come da lui stesso dichiarato: “Per fare un bel regalo a qualcuno a seguito di una possibile trattativa!”.
Dall’altro lato, potrebbero essere state fatte perché Baiardo è a conoscenza di una trama oscura, e sta cercando di mettere in guardia contro questa minaccia (ma a quale scopo lo fa per ottenere quale vantaggio o utilità, per sé o per altri?), utilizzando la sua posizione di conoscitore delle attività criminali dei Graviano e dei loro stretti rapporti con Messina Denaro.
Inoltre, le rivelazioni sulla presunta esistenza di copie dell’agenda rossa del Giudice Paolo Borsellino (copie che a questo punto non è difficile supporre potrebbero essere nella disponibilità del Baiardo stesso come assicurazione a sua tutela), e su un possibile controllo di informazioni sensibili sollevano preoccupazioni non trascurabili.
È necessario che venga fatta chiarezza su queste dichiarazioni e che vengano prese adeguate misure per garantire la sicurezza dello Stato e dei cittadini.
Ci sono molte domande che restano senza risposta in questa vicenda, e solo ulteriori indagini e inchieste potranno chiarire i dettagli di questo arresto e delle rivelazioni di Baiardo.
Ciò che è certo, è che l’arresto di Matteo Messina Denaro rappresenta un passo importante nella lotta alla mafia, ma non possiamo sottovalutare le possibili conseguenze e le ombre che questa vicenda sta sollevando, e che vorremmo vedere presto chiarite in ogni aspetto.

Andrea Franchi

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