Tante le polemiche sulla 73esima edizione del festival di Sanremo, sia per gli ospiti, che per i concorrenti e i conduttori. Molto duro il giudizio di Vittorio Sgarbi che al termine della prima serata ha detto all’Adnkronos: “Mi pare che sul festival gravi un’ipoteca politica, non si può continuare con i vari Benigni, Mattarella, Ferragni, Morandi, tutte espressioni dell’ideologia di sinistra, tutti esponenti dell’area del Pd. Mi pare veramente scandaloso che non si riesca ad uscire da questo meccanismo. Perché non hanno invitato il bravissimo Castellitto, o Giuseppe Gibboni (il giovane violinista che nel 2021 ha vinto il 56mo Premio Paganini di Genova, che non veniva assegnato a un musicista italiano da 24 anni, ndr), 22enne musicista bravissimo, perché? Non l’hanno neanche calcolato”, lamenta Sgarbi.
Critico sul monologo di Roberto Benigni: “Ha proposto sempre la solita solfa sulla Costituzione e che vorrei sapere quanto è stato pagato. Insomma, dovrebbero chiamare su quel palco personalità di questa o quell’area, per i loro meriti, non chiamare referenti così evidenti di aree sempre di sinistra”.
Perché il 10 febbraio non parlare anche delle Foibe essendo la Giornata del ricordo? “Sarebbe auspicabile, direi assolutamente doveroso da parte del Festival di Saremo, ricordare la tragedia nazionale delle Foibe. Una tragedia che ha riguardato non solo quelli che abitavano da centinaia di anni in quei territori al confine orientale, ma anche moltissimi italiani, carabinieri, poliziotti, finanzieri e così via, che stavano lì per motivi di lavoro e che provenivano da tutte le parti d’Italia e che lì trovarono la morte. Una tragedia nazionale, dunque, che andrebbe ricordata adeguatamente”, dice Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio.
