E’ di 12 punti il vantaggio di Stefano Bonaccini su Elly Schlein, la quale però confida nella possibilità di ribaltare la situazione col voto ai gazebo. La diffusione ufficiale dei primi dati sui voti nei circoli per la scelta del segretario Pd ha riacceso il dibattito portando perfino ad accuse reciproche. Il voto degli iscritti si chiuderà domenica (proseguirà fino al 19 solo nel Lazio e in Lombardia, per la concomitanza delle Regionali): i primi due classificati fra i quattro in corsa (oltre a Bonaccini e Schlein ci sono Cuperlo e De Micheli) il 26 febbraio si sfideranno alle primarie, che saranno aperte anche a chi non ha la tessera del Pd. Gli ultimi dati diffusi dal Nazareno vedono Stefano Bonaccini al 48,8%, Elly Schlein al 36,94%, Gianni Cuperlo all’8,41% e Paola De Micheli al 5,85%. “Sono soddisfatto dai numeri che leggo” ha commentato Bonaccini “mi pare che ci sia un distacco di oltre 10 punti. In Emilia-Romagna siamo addirittura al doppio dei voti”.
L’attestazione di sicurezza non convince la squadra di Schlein: “Nessuno si aspettava uno scarto così ridotto nel voto dei circoli e pensare che qualcuno qualche settimana fa parlava di cappotto”, ha ribattuto la responsabile dei comitati per Elly Schlein Chiara Gribaudo, che ricorda quando, il 22 gennaio, un sondaggio di Euromedia dava Bonaccini oltre il 50% e Schlein sotto il 20%. “La partita è apertissima. Ai gazebo Schlein può fare l’exploit”. Il tasto primarie è quello che più infiamma: per il bonacciniano Alessandro Alfieri “Vuol dire che hanno cambiato idea perché la maggior parte della classe dirigente che ha guidato il partito a livello nazionale appoggia Elly Schlein e sono gli stessi che volevano limitare le primarie o addirittura toglierle del tutto per eleggere il segretario con i soli iscritti”. Ecco, più del tasto primarie, a infiammare è l’accusa di rappresentare il vecchio establishment del Pd: per Francesco Boccia “Schlein non ha mai avuto responsabilità di partito e rappresenta una nuova e bella generazione. Dall’altra parte c’è un fritto misto che mette dentro tutto e il contrario di tutto, da Giarrusso a Onorato”.
