È tensione nella maggioranza per le parole di Zelensky contro Berlusconi

Non si attenua l’eco dello scontro aperto tra Silvio Berlusconi e il presidente Zelensky. Giorgia Meloni prova a sminuire la portata delle frecciate del leader ucraino ma non sembra aver convinto fino in fondo l’alleato forzista. A due giorni dall’intervento del presidente Ucraino e dall’irritazione vissuta in silenzio dal Cavaliere. le dichiarazioni della premier sembrano non aiutare a sbollire la tensione che sta covando dentro FI, tanto che tra gli azzurri crescono le letture di una certa ambiguità da parte degli alleati di Fdi. Cos’altro avrebbe dovuto dire l’ex comico di Kiev contro Berlusconi? è la domanda di parecchi parlamentari FI; altri si chiedono se la Meloni volesse sottintendere che il presidente ucraino avrebbe avuto ragione ad accanirsi davvero contro il Cav. Al di là del silenzio di Berlusconi, i mal di pancia nel centrodestra ci sono e non passano. E i segnali arrivano da più fronti.

L’ultimo sempre contro FI, proviene dall’ambasciata americana. In un’intervista a Repubblica l’incaricato di affari Usa Shawn Crowley contesta la tesi che Berlusconi si stia facendo interprete dello scetticismo crescente, fra gli italiani, sull’invio di ulteriori armi. “Penso che Berlusconi stia pensando al 2002, a Pratica di Mare, l’anno in cui crede di aver aiutato a metter fine alla guerra fredda. Io penso al contrario che sarebbe più appropriato il riferimento a Monaco 1938 quando gli europei si illusero di poter fermare Hitler”. L’interferenza non piace affatto ad Arcore, che però si impone ancora il silenzio; a difesa del Cavaliere si espone solo Maurizio Gasparri: in un tweet attacca Crowley perché è stato “molto sgradevole” e gli chiede una rettifica “più rispettosa della storia”. Sono bagliori di tensione insoliti per il partito di Berlusconi smorzati dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani reduce dalla missione negli Usa finalizzata tra l’altro a ribadire l’atlantismo italiano e il sostegno all’Ucraina, senza ambiguità, concetto su cui insiste fortemente FdI. Una piccola delegazione di meloniani ha incontrato l’ambasciatore ucraino a Roma a un giorno dal primo anniversario della guerra.

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