Il mondo, per la sesta volta in un anno, ha deciso di spalleggiare l’Ucraina nella guerra disastrosa con la Russia. Putin rimane isolato con una risoluzione approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu passata con 141 sì, 32 astenuti e 7 contrari. La risoluzione sottolinea “la necessità di raggiungere, il prima possibile, una pace completa, giusta e duratura in linea con la Carta delle Nazioni Unite”.
Tra i punti fondamentali del testo della risoluzione c’è “la necessità di una pace completa, giusta e duratura in linea con la Carta delle Nazioni Unite”. Poi l’impegno per la “sovranità, l’indipendenza, l’unità e integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”.
E ancora: “La cessazione delle ostilità e il ritiro immediato, completo e incondizionato delle forze militari russe dal territorio ucraino”. Infine “la necessità di garantire la responsabilità per i crimini più gravi commessi sul territorio dell’Ucraina ai sensi del diritto internazionale”.
Si tratta di una mozione non vincolante, ma con un alto valore politico e simbolico, considerando che l’Assemblea Generale è diventata l’organo più importante dell’Onu che si occupa dell’Ucraina, visto che il potere di veto di Mosca continua a paralizzare il Consiglio di Sicurezza.
Fino all’ultimo momento c’è stata l’incognita e la paura di un voto contrario dell’India, che invece poi ha deciso di astenersi, come aveva sempre fatto. Tra le note positive il sì del Brasile di Lula, mentre il Mali si è schierato stavolta con Mosca. (Nella foto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba).
