Ancora fumata nera per le presidenze delle Commissioni Bicamerali. La maggioranza non riesce a trovare un accordo che ormai rincorre da settimane. Non solo, a complicare le cose la mancata intesa con le opposizioni sui 12 eletti della cosiddetta magistratura speciale: ieri alle 16.00 nell’Aula di Montecitorio era prevista la votazione dei componenti dei Consigli di presidenza della Corte dei conti, della giustizia amministrativa e tributaria ma l’elezione è slittata alla prossima settimana a causa delle forti tensioni tra Pd e Fdi, con i Dem sul piede di guerra contro “la Meloni pigliatutto che non tratta con la minoranza”. Accusa immediatamente respinta dai meloniani: in realtà dietro lo scambio di accuse ci sarebbero altre ragioni, fra cui la necessità di Fdi di dover accontentare le richieste degli alleati che avrebbe costretto il partito della Meloni a muoversi con il bilancino e cambiare la formula di spartizione, rivendicando più caselle per la maggioranza. È il caso dei giudici speciali, dove Fdi ha proposto lo schema del 9 a 3, rispetto a quello dell’8 a 4 chiesto dalla minoranza, in ossequio alla prassi consolidata nel passato.
Sulle Bicamerali la situazione si è ingarbugliata con il passare dei giorni. Secondo indiscrezioni a far discutere sarebbe il caso di Michele Vittoria Brambilla, eletta alle politiche come indipendente in un collegio garantito da Fdi ai centristi e ora in pole per la presidenza della Commissione Infanzia. Un altro nodo da sciogliere per Giorgia Meloni sono le 2 presidenze chieste dai centristi: la Nato già promessa a Lorenzo Cesa e un’altra per Martina Semenzato. Salvo sorprese Fdi dovrebbe tenersi 7 presidenze e tra queste Cdp, Schengen, Consiglio d’Europa (favorita come presidente è Elisabetta Gardini), Ince e Mediterraneo, mentre a Lega e Fi spetterebbero 4 caselle a testa. Nel puzzle ci sarebbero anche la presidenza della commissioni Orlandi e quella su David Rossi. La partita sarebbe legata a doppio filo con quella che si gioca ormai a parte da tempo per la Vigilanza Rai: il M5S punta alla presidenza ma temono che alla fine possa spuntarla Iv grazie al soccorso del centrodestra; la vicepresidenza andrebbe senza problemi a Fdi. Secondo l’accordo di massima raggiunto all’interno della coalizione al Carroccio andrebbero la presidenza di Federalismo fiscale, quella sugli Enti gestori, il Ciclo rifiuti e l’Osce, mentre Forza Italia avrebbe il vertice di Banche, Questioni regionali e Anagrafe tributaria, più l’Insularità.
