Giancarlo Giorgetti fotografa il confronto sul Pnrr tra Roma e Bruxelles, con i tecnici della task force dell’Ue appena rientrati dopo la missione della scorsa settimana per verificare lo stato di attuazione del piano italiano. Da una parte, spiega il Ministro dell’Economia, il Pnrr comporta “uno stress incredibile per l’amministrazione italiana, e stiamo facendo del nostro meglio”, ma “allo stesso tempo c’è un approccio da parte dei tecnici dell’Ue che è particolarmente cavilloso. Non è solo l’Italia a lamentarsi di questo approccio formalistico, ma tutti i Paesi”. Sullo sfondo ci sono sia lo sblocco da parte della Commissione Ue della terza rata da 19 miliardi, atteso per fine mese, sia le modifiche da apportare al piano in vista delle nuove richieste in termini di risorse da parte dell’Italia.
All’evento, organizzato dal Messaggero, partecipa anche Raffaele Fitto, il Ministro degli Affari europei che ha tra le sue deleghe proprio quella di vigilare sugli adempimenti legati al Pnrr e quella di coordinare il lavoro di adeguamento del piano al nuovo scenario disegnato dalla guerra, che passa anche per l’individuazione dei progetti e degli obiettivi non più realizzabili o che hanno bisogno di uno slittamento delle scadenze. “Basta slogan e polemiche quotidiane”, lamenta Fitto sottolineando come serva “una visione unica che metta insieme i diversi programmi, dal Pnrr alle politiche di coesione”; “Non c’è nessun ritardo”, assicura il Ministro, ricordando come il termine per le modifiche al piano è quello del 31 agosto. Ma il vero orizzonte, sottolinea Fitto, è quello del 2026, quando gli interventi dovranno essere realizzati pena la loro revoca: “Per questo bisogna fare velocemente, ma non in fretta, per non commettere errori come ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni”.
