La leader del Pd Elly Schlein ricomincia con la tiritera del fascismo per attaccare il governo: “vediamo troppi pericolosi rigurgiti di nazionalismo e soprattutto di negazionismo della storia, con pensiero che possiamo ancora definire fascista”, ha detto intervenendo al congresso del Partito Socialista svizzero.
Schlein ha tentato di spaventare i presenti con il “pericolo” dei nazionalisti che “si rafforzano tra loro, con la stessa retorica di odio, di muri e di intolleranza” e che scelgono “un nemico al giorno, che è lo stesso in Svizzera, lo stesso in Italia, lo stesso nel resto d’Europa, e sono le persone diverse”. Quindi nel mirino sarebbero “le donne troppo emancipate, la comunità Lgbtq+, sono le persone migranti, oggi sono gli ecologisti”. Ed è lo stesso odio che muove i nazionalismi, però, a metterli “gli uni contro gli altri dalle parti opposte dei muri che vogliono costruire” ha detto ancora Schlein, per la quale un esempio in proposito è “il fallimento di quel tentativo di Giorgia Meloni di mediare con i suoi alleati nazionalisti: la Polonia, l’Ungheria di Orbàn”.
È inaccettabile che “Elly Schlein vada all’estero a infangare il nostro Paese” ha commentato Roberto Calderoli, senatore della Lega e ministro per gli Affari regionali, per il quale la segretaria “dovrebbe ricordarsi che quando si attacca il nostro Paese si attacca tutti noi, la nostra credibilità internazionale, la nostra reputazione e il nostro futuro”. Dello stesso avviso l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, che l’accusa di andarsene “in giro per i laghi della Svizzera ad insultare gli italiani tra un aperitivo e l’altro”. E ancora il deputato di Forza Italia e sottosegretario di Stato Tullio Ferrante tuona: “L’Italia all’estero si difende sempre. Elly Schlein si vergogni”.
