Il ministro Francesco Lollobrigida non si dimette e difende la scelta. Ma se FI archivia il caso, la Lega lo bacchetta; a farlo, 48 ore dopo, è Massimiliano Romeo, presidente dei senatori leghisti: “Penso che sia una cosa che bisogna evitare”. Troppo alto il rischio di innescare polemiche, è la sua tesi, nonostante la giustificazione degli impegni istituzionali da rispettare.
Parole che arrivano due giorni dopo dalla presentazione di tre emendamenti alla legge di bilancio. Tutti indizi, questi, che fanno intuire che la tensione fra i partiti della maggioranza sta crescendo e soprattutto tra Lega e FdI.
Anche il Ministro e cognato della premier ridimensiona le accuse che l’hanno travolto. “Non sono mai fuggito al confronto. Sono convinto di aver agito non solo nell’ambito della legalità ma nell’interesse dello Stato e per rappresentarlo a Caivano”.
Insiste che la fermata eccezionale del Frecciarossa “non era per andare in vacanza o dalla mia famiglia, ma per andare a fare il mio lavoro”. Ed enfatizza che “il vero privilegio era stare tra i cittadini di Caivano, a cominciare dai bambini” ma il governatore campano Vincenzo De Luca lo smonta con sarcasmo: “C’è un pellegrinaggio di Ministri e quindi noi della Regione abbiamo installato una tenda della Protezione civile, ospitiamo lì i Ministri”.
