Intanto Bruno Vespa le ha inserite in uno speciale di Porta a Porta dedicato alla mafia e alle sue vittime. La premier impegnata a rivendicare i provvedimenti contro la criminalità organizzata, dalla “difesa del carcere ostativo” alla riqualificazione avviata a Caivano, prima tappa di una battaglia alle zone franche.
La leader dem invece è critica, perché l’esecutivo “ha fatto delle cose sbagliate, come i 300 milioni tolti dal Pnrr sui beni confiscati e il loro utilizzo sociale”. Entrambe promettono pragmatismo, e impegno a trovare terreni comuni, come quello sul contrasto alla violenza sulle donne.
Intanto nel salotto di Bruno Vespa i toni sono simili solo quando si ricordano i drammi degli attentati del 92 e le tante vittime della mafia. “Il fatto che la mafia oggi sia meno visibile negli attentati, non vuol dire che non continui a fare i propri affari. La presidente del Consiglio arriva in trasmissione all’indomani della classifica stilata da Politico in cui è in testa fra i leader più influenti d’Europa, raccontata come un “camaleonte” protagonista di varie “inversioni a U che hanno generato sollievo su entrambe le sponde dell’Atlantico”. “Sono la prima? Si figuri come siamo messi…”, risponde scherzando a Vespa, prima di rivendicare di aver “smentito i pronostici, lavorando e dimostrando che puoi essere credibile e rispettato se dici quello che pensi e che gli altri non hanno il coraggio di dire”.
