L’intenzione comune è tenere unita la coalizione. Al voto si andrà anche in Abruzzo, Basilicata, Piemonte e Umbria, regioni tutte governate dal centrodestra. In parallelo, si accende il dibattito sulla proroga per il terzo mandato dei governatori.
La partita della Sardegna, è la più urgente: c’è, attesa per la convocazione del tavolo nazionale di maggioranza; se non si troverà un accordo tra i partiti, la parola passerà ai leader.
Nel contempo, dal partito di Giorgia Meloni filtra l’intenzione di tenere unita la coalizione; “Confermiamo i presidenti uscenti”, ribadisce dal canto suo il vicesegretario leghista Andrea Crippa, mentre il vicepremier e segretario nazionale di FI Antonio Tajani sottolinea: “La compattezza del centrodestra è fuori discussione, poi ci sia qualche dibattito è normale, sennò saremo una coalizione di addormentati”.
Nella conferenza di fine anno Giorgia Meloni aveva chiarito che “Per quanto riguarda il metodo penso che sarebbe corretta un’iniziativa del Parlamento più che del Governo”. Se Matteo Salvini spinge per la proroga del limite dei due mandati dei governatori, i meloniani non sembrano impazzire all’idea, una posizione sposata da Antonio Tajani, che avverte: “Io qualche riserva sul terzo mandato per i presidenti delle Regioni ce l’ho, l’ho sempre detto. La democrazia, il voto, deve anche prevedere un po’ di alternanza”.
Il nodo riguarda le elezioni regionali del 2025 e, quindi, non solo la posizione di Luca Zaia (Veneto) e Giovanni Toti (Liguria) ma anche dei governatori dem di Emilia-Romagna, Puglia e Campania, Stefano Bonaccini, Michele Emiliano e Vincenzo De Luca.
