Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, alle domande in Aula al Senato in merito ad una interrogazione presentata dal leader di Italia Viva Matteo Renzi sul caso relativo ad Emanuele Pozzolo, il parlamentare di Fratelli d’Italia dalla cui arma da fuoco è partito un colpo durante una festa di Capodanno che ha ferito un uomo, genero del capo scorta dello stesso sottosegretario, risponde senza sbottonarsi: “Non posso che inchinarmi al segreto istruttorio: ci sono delle indagini in corso, sarebbe improprio, forse addirittura delittuoso, se rivelassi qui cose, ammesso che le sapessi e che in verità non so, il segreto istruttorio in questo caso è stato per fortuna doverosamente tutelato”.
Pozzolo adesso è indagato dalla procura di Biella per lesioni aggravate, pur avendo negato di aver sparato anche se l’arma era sua.
“Se domani dovessero emergere da parte della magistratura ricostruzioni adeguate e obiettive sarei il primo a riferirle qui. Ora ci inchiniamo all’autonomia e alla tanto decantata indipendenza della magistratura”, ha aggiunto Nordio.
“C’è un’indagine in corso – ha ribadito il Guardasigilli – noi non possiamo in questa sede introdurre il condizionale, introdurre l’ipotetico. Aspettiamo che sia la magistratura ad accertare cosa sia avvenuto realmente quella sera, e poi non ci sottrarremo alle risposte, anche politiche, che dovremmo dare”.
