Autonomia, il primo via libera al ddl Calderoli.

La Lega esulta per il primo via libera all’autonomia differenziata.

Si compie, quindi, il primo passo per l’approvazione della riforma cui la Lega lavora dai referendum di oltre sei anni fa.

 

Era il 22 ottobre del 2017, infatti, quando Roberto Maroni in Lombardia e Luca Zaia in Veneto promossero le due consultazioni popolari per chiedere ai cittadini di esprimersi a favore del trasferimento di maggiori competenze dallo Stato alle Regioni.

 

Da allora sono stati tre i percorsi avviati – nell’ambito dei governi Gentiloni, Conte e Draghi -; progetti molto diversi tra loro, nessuno dei quali è stato realizzato. Con il ritorno del centrodestra al governo, e di Roberto Calderoli al ministero degli Affari regionali e autonomie, la Lega ha riproposto la riforma ‘bandiera’, adattamento attualizzato delle storiche istanze federaliste nate al Nord.

 

“È un passo importante verso un Paese più moderno ed efficiente, nel rispetto della volontà popolare espressa col voto al centrodestra che lo aveva promesso nel programma elettorale, dai referendum di Lombardia e Veneto e dalle richieste dell’Emilia-Romagna e di altre Regioni italiane”, sottolinea il segretario leghista Matteo Salvini, che tiene a ricordare la disponibilità al primo progetto da parte del governatore dem Stefano Bonaccini. “In questo momento mi sento di rivolgere un pensiero particolare a Bobo Maroni”, aggiunge Salvini.

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