Forza Italia scalda i motori per il congresso che si riunirà nel weekend a Roma e confermerà la leadership di Antonio Tajani. Con lui saranno eletti quattro vice: Roberto Occhiuto, Deborah Bergamini, Stefano Benigni e Alberto Cirio.
Si tratta della grande prateria del centro, da sempre serbatoio di quei voti mobili che possono determinare per un partito la sconfitta o la vittoria. Tajani lo sa bene e punta a radicare l’immagine di FI come forza solida, moderata ed europeista dentro la coalizione di Governo.
Più forte è Forza Italia più forte è l’Italia in Europa”. E la collocazione dentro i popolari europei è tanto radicata che, questa volta, alle urne gli elettori troveranno proprio il Ppe al centro del simbolo azzurro.
L’unica sfida sarà per la carica del sostituto: in caso d’impedimento del segretario, prenderà il suo posto il vice che avrà preso più voti o, a parità, il più anziano.
Occhiuto, Bergamini, Benigni e Cirio sono quattro volti noti del partito.
Nelle ultime modifiche allo Statuto è stata poi introdotta la figura del presidente del consiglio nazionale, ruolo che potrebbe essere affidato a Renato Schifani.
Tra oggi e domani accanto ad un migliaio di delegati da tutta Italia, varcheranno le soglie del Palazzo dei Congressi dell’Eur cittadini, imprenditori, rappresentanti sindacali (sarà presente anche la Cgil) e volti noti della politica italiana e internazionale, da Ignazio La Russa alla presidente del Parlamento Europeo Roberta Metzola, passando per il numero uno del Ppe Manfred Weber e per l’eurodeputato spagnolo Antonio Lopez Isturiz.
Attese in video, invece, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la premier Giorgia Meloni. Se è probabile la presenza di Marta Fascina, non ci saranno i figli di Berlusconi. “Ci sostengono e in qualche modo si faranno vivi”, ha detto Tajani nei giorni scorsi e, alla vigilia della convention, c’è chi ipotizza che possano mandare una lettera.
