Vittoria in Abruzzo, Meloni serra i ranghi della maggioranza

È l’inizio di una settimana che potrebbe essere segnata da nuove fibrillazioni interne, con la Lega che ancora sta valutando se ripresentare in Aula al Senato l’emendamento sul terzo mandato dei governatori.

 

Antonio Tajani ci crede: nel voto abruzzese Forza Italia ha quasi doppiato la Lega e ora sembra più a portata di mano quel risultato “sopra il 10%” anche a giugno, su cui a inizio anno in pochi, riservatamente, erano davvero disposti a scommettere.

 

E sarebbe sempre più propenso a candidarsi: “Se utile lo farò”, si limita a ribadire, spiegando che si tratta di una scelta che andrà condivisa con gli altri leader e che deve “rafforzare la coalizione”.

 

Tutti lo sperano, in Fdi, perché “Meloni” scritto in cima alle liste in tutte le circoscrizioni porterebbe punti in più al partito e consacrerebbe un primato nel centrodestra che i numeri continuano a confermare.

A preoccupare in FdI è il risultato della Lega: in Abruzzo il Carroccio è passato dall’8,3 delle scorse politiche al 7,5% (ma aveva avuto il 27,5% alle regionali 2019).

 

“Lavoriamo per allargare i confini del centrodestra”, in quello spazio che c’è “tra Meloni e Schlein”, non cercando “i voti degli alleati”, rassicura Antonio Tajani.

 

Dalla Lega è Matteo Salvini che parla di “buon risultato della Lega che supera i 5 Stelle”. In terra marsicana gli azzurri già alle europee erano sopra la Lega, è il ragionamento che si fa nel partito di via Bellerio, minimizzando la riduzione del consenso

Sarà il risultato delle europee, insomma, il vero spartiacque.

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