Non si placa la bufera di carattere politico e giudiziario che sta investendo la città di Bari. É stato infatti disposto l’arresto per i fratelli Alfonso ed Enzo Pisicchio nell’ambito di un’inchiesta che riguarda l’accusa di corruzione in relazione a tre appalti truccati. I reati contestati all’ex assessore regionale Alfonso – assessore regionale all’Urbanistica nella precedente legislatura di Michele Emiliano e non rieletto nel 2020 – insieme ad altre sei persone sono, riferisce la Gazzetta del Mezzogiorno, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità materiale, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Pisicchio aveva solo poco prima dell’arresto annunciato le sue dimissioni tramite i canali social: “Care amiche e cari amici, questo pomeriggio ho rassegnato le mie dimissioni da Commissario Straordinario dell’ARTI Puglia. Tale decisione, che avevo da tempo maturato, dipende innanzitutto dal compimento di fatto del mio incarico di commissario straordinario, volto sin dall’inizio a predisporre le modifiche statutarie necessarie all’iter di istituzione della nuova agenzia, ai fini dell’integrazione delle attuali competenze con quelle relative all’innovazione tecnologica. In secondo luogo (ma non meno importante), il mio desiderio di dedicarmi a tempo pieno alla mia carriera accademica e ai miei studenti quale docente dell’Accademia di Belle Arti di Bari. Dunque, nessuna scelta politica o connessa a qualsivoglia dietrologia, che pure immagino abbonderà nei prossimi giorni, ma non importa”.
