Rieccola Laura Boldrini, l’esponente di sinistra che in nome del femminismo (a modo suo) difende anche le borseggiatrici rom. Lo ha fatto scagliandosi contro l’emendamento presentato dalla Lega al disegno di legge Sicurezza, che ha l’obiettivo di rendere non obbligatorio il rinvio della pena per le detenute incinte o con figli con meno di dodici mesi (le quali, ad ogni modo, verrebbero ospitate in apposite strutture). Sarebbe quindi il giudice a valutare di caso in caso. A Fanpage afferma: “Trovo terrificante rimuovere l’obbligo di differire la pena detentiva per le donne in gravidanza o che hanno bimbi piccoli. Rappresenta un arretramento molto preoccupante per la cultura giuridica del nostro Paese. Una norma razzista, pensata per punire soprattutto le donne rom, che rappresentano la maggioranza delle detenute madri”. La deputata, nel corso della sua intervista, ha anche ribadito di essere d’accordo con la maternità surrogata. “Ci sono molti Paesi, come il Canada, gli Stati Uniti, la Grecia, la Gran Bretagna, il Portogallo- sottolinea la deputata del Pd-, dove la maternità surrogata è regolata e legale. Come si fa a farne un reato universale? E un’assurdità totale: i reati universali sono quelli considerati riprovevoli da tutta la comunità internazionale, come ad esempio la pedofilia, i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità. Rendere la maternità surrogata un reato universale vuol dire fare solo propaganda ai danni di tante famiglie, sia eterosessuali che omogenitoriali le cui storie andrebbero quanto meno ascoltate”.
