E se l’attentato che ha visto protagonista Donald Trump in Pennsylvania fosse stato architettato da lui stesso? Questo è il dubbio che vogliono insinuare nel mainstream alcuni complottisti di sinistra tramite dei messaggi che circolano su Facebook. Secondo queste supposizioni deliranti, l’ex presidente avrebbe inscenato una sparatoria per un ritorno di immagine da “sopravvissuto”? Difficile crederlo, considerando che l’uomo “ingaggiato” per fare il cecchino si sarebbe condannato al carcere a vita o nella peggiore delle ipotesi sarebbe morto (come è successo per la risposta a fuoco della sicurezza). Una complottista di sinistra ha scritto: “L’attentato a Trump somiglia al(finto) attacco di Pearl Harbor. Allora gli Stati Uniti si fecero bombardare per poter iniziare la guerra”. Un giornalista è convinto che si tratti di una messa in scena: “Mi sembra la riedizione di Taxi Driver(il capolavoro di Martin Scorsese con Robert De Niro): tutto ciò che accade in America puzza sempre”. Alcuni scrivono: “Era tutto organizzato, lo staff aveva preparato tutto , con la complicità dell’attentatore”. Oppure: “E’ un complotto organizzato dai repubblicani con l’aiuto di Putin per vincere le elezioni” e l’elenco continua all’infinito chiamano in causa servizi segreti americani, russi, ucraini, israeliani e arabi.
