Ex senatore PD già arrestato per scambi elettorali mafiosi ora indagato per corruzione e frode

I problemi giudiziari non finiscono per l’ex senatore del Partito Democratico Antonio Papania, già agli arresti dal 16 settembre dello scorso anno per un’indagine della squadra mobile di Trapani e di Palermo, coordinata dalla Dda, con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Papania sarebbe coinvolto in una nuova inchiesta, insieme ad alcuni consiglieri comunali di Marsala, poiché indagati di aver utilizzato indebitamente più di 8,7 milioni di euro del Fondo sociale europeo (FSE) destinati allo svolgimento di corsi di formazione e di progetti in ambito sociale. Il denaro sarebbe stato dirottato per spese personali e per il movimento politico, “Via”, di Papania. Sono già 14 le misure cautelari eseguite dopo i provvedimenti dei tribunali di Marsala e Trapani. Per Papania, il gip di Trapani Massimo Corleo ha disposto il divieto di dimora a Palermo e Trapani. Per altri quattro sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari. I reati contestati sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, malversazione e di condotte di riciclaggio e autoriciclaggio. L’ex senatore e fondatore del movimento Via era già stato arrestato il 16 settembre scorso nell’ambito di una inchiesta per scambio elettorale politico-mafioso.

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