Vittorio Feltri risponde allo “scandalo” scoppiato sui quotidiani progressisti in questi giorni dopo che nei centri aperti in Albania per i migranti è stato avvistato un crocifisso, all’ingresso di una cappella in cui non si è costretti ad accedere. Ad avvistare il crocifisso è stato un reportage della Stampa dal quale è nato un “caso”. Feltri ha commentato:
“Noi non dobbiamo rinunciare a ciò che siamo o vergognarcene”. Noi non dobbiamo più scusarci di essere cristiani, non dobbiamo chiedere venia per essere ciò che siamo o per non essere ciò sono gli altri. Il crocifisso sta legittimamente al suo posto, ossia all’ingresso di una cappella, un luogo in cui si prega e che accoglie chiunque, anche chi cristiano non è. Non troverei intelligente né coerente la scelta di rimuoverlo”. Basta, scrive: “noi non dobbiamo più scusarci di essere cristiani. Il crocifisso sta legittimamente al suo posto, ossia all’ingresso di una cappella: un luogo in cui si prega e che accoglie chiunque, anche chi cristiano non è”.
