Dure le parole che Ignazio La Russa ha lasciato in una intervista al “Giornale” e al “Corriere” . “Lui promette male, visto che è passato dal 40% al 3% dei voti”, dice il presidente del Senato. E sull’epiteto di ‘camerata’ rivoltogli dall’ex premier, replica: “Cercava la rissa. Sinceramente, però, sapendolo bravo nell’invettiva, mi aspettavo qualcosa di più originale. L’ho trovato un segno di decadimento, chissà quando avrà la mia età!”. Per La Russa “sabato in Aula c’era una disattenzione totale mentre Renzi parlava, difendendo — io dico pure ‘legittimamente’ — i suoi redditi guadagnati all’estero. E l’ha mandato in bestia proprio questo fatto che c’era la diretta Rai e i senatori non stavano a sentirlo: anzi entravano e uscivano come succede durante l’80% degli interventi, mentre invece non vola mai una mosca quando ci sono gli interventi top, compresi i suoi. Ma non stavolta”. La Russa poi parla del ruolo marginale riservato al Senato nell’iter di approvazione della legge di Bilancio: “Lo so. Per rimediare allora bisogna cambiare il bicameralismo. Da anni, però, per la legge di Bilancio regna la prassi che una Camera la fa e l’altra la subisce, diciamo così. L’anno prossimo toccherà a noi farla”.
