Se metti incinta un’italiana non puoi venire espulso

Si fa di tutto pur di ottenere il permesso di soggiorno, persino mettere incinta una donna sul territorio nazionale. Questa é la nuova e preoccupante deriva dell’immigrazione clandestina. Caso emblematico é quello di Novara, dove una bambina di 14 mesi è stata trovata positiva alla cocaina: il padre, un immigrato irregolare, l’aveva sottratta alla madre (una giovane italiana) per consegnarla a un’altra donna, pregiudicata e tossicodipendente. Da quanto é emerso dalle indagini, l’uomo aveva costretto la ragazza italiana a dare alla luce la bambina all’unico scopo di ottenere il permesso di soggiorno. La normativa concede infatti, con la paternità, l’impossibilità di venire espulsi dal territorio nazionale. Se uno dei genitori è cittadino italiano (e quindi anche il figlio è cittadino italiano), il genitore straniero avrà diritto, dopo la nascita, ad un permesso di soggiorno per motivi familiari. É possibile rimanere nel territorio  nazionale per il genitore naturale (non coniugato) richiedendo al Tribunale per i minorenni l’autorizzazione. Il motivo sarebbe quello di seguire la crescita del bambino. In questo caso, il Tribunale per i minorenni, valutati i motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute del minore che si trova nel territorio italiano, può autorizzare l’ingresso o la permanenza del familiare, per un periodo di tempo determinato, anche in deroga alle altre disposizioni del Decreto Legislativo n. 286/98 (articolo 31 del Decreto Legislativo n. 286/98). Sostanzialmente, fino a quando il bambino compirà 18 anni.

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