“Where Giorgia Meloni is leading Europe” (“Dove Giorgia Meloni sta guidando l’Europa”). Con questo titolo e con una foto in copertina la rivista “Time” torna a dedicare uno spazio di primo piano al presidente del Consiglio, dopo averla inserita tra le cento persone più influenti del mondo. Nel colloquio con l’intervistatore, il premier ha sottolineato la necessità di “difendere ciò che siamo, la nostra cultura, la nostra identità, la nostra civiltà”. “Sei una persona onesta”, ha esordito Meloni rivolgendosi al giornalistak: “C’è qualcosa del fascismo che la mia esperienza ti ricorda, di quello che faccio al governo?”
Durante l’intervista, Giorgia Meloni si è opposta a quello che definisce un globalismo “omogeneizzante”, pur sostenendo l’integrazione europea. Prima di diventare la prima donna presidente del Consiglio, ha dovuto “affrontare stereotipi ridicoli” nella sua carriera. Tuttavia ha respinto i tentativi del governo di porvi rimedio o di correggere altre forme di discriminazione, definendole “quote”. “Siamo gli eredi del partito di destra”, ha affermato il principale consigliere politico di Meloni, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Ma il ramo da lei fondato, Fratelli d’Italia, è “diventato il partito che raggruppa le persone di destra, persone che sono patrioti del nostro Paese, persone moderate, indipendentemente dal loro precedente background politico”. Il premier ha poi dichiarato la sua intenzione di “ricostruire la nostra identità, ricostruire l’orgoglio, l’orgoglio di essere ciò che siamo a qualunque costo”. Meloni ha difeso con forza Volodymyr Zelensky e la necessità di sostenere l’Ucraina fino alla fine. Anche con Donald Trump, che ha definito “un combattente, come me”
