Flottilla: propaganda mascherata da umanitarismo

Di Andrea Franchi

La cosiddetta Flottilla per Gaza non è un’operazione umanitaria, ma l’ennesima messa in scena propagandistica, buona a illudere chi ancora si lascia abbindolare da carnevalate ideologiche. La verità è semplice: queste piccole imbarcazioni a vela non trasportano che un quantitativo irrisorio di beni, insignificante per una popolazione di oltre due milioni di persone sotto assedio bellico. Qualche scatolone di viveri e medicinali, utile solo a far titoli sui giornali, non a sfamare o curare chi soffre.

Hamas: il vero responsabile della tragedia

Si finge di voler aiutare i civili di Gaza, ma si evita di dire una verità elementare: la guerra non l’ha voluta Israele, bensì Hamas, eletto per amministrare e garantire migliori condizioni di vita, e invece capace solo di trasformare Gaza in una prigione a cielo aperto, schiacciata da corruzione, fanatismo e violenza. Se la popolazione oggi soffre fame e privazioni, è perché Hamas ha scelto i razzi e gli attentati al posto delle scuole e degli ospedali.

L’arroganza di chi non conta nulla

La Flottilla ha persino avuto l’ardire di respingere la proposta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Ha posto condizioni, dimenticando un principio basilare: per porre condizioni bisogna avere forza o vantaggio. E loro non hanno né l’una né l’altro. Pretendere di dettare la linea geopolitica con barchette a vela è ridicolo, se non fosse tragico per le conseguenze che ricadono sull’Italia.

Costi e rischi a carico dello Stato

Perché nel frattempo, mentre questi pseudo-attivisti giocano alla rivoluzione, le navi della Marina Militare sono costrette a pattugliare l’area per garantire soccorsi in caso di incidente. Un’operazione che costa oltre 250.000 euro al giorno: denaro pubblico sottratto a reali aiuti umanitari, alla sicurezza nazionale, alla sanità o persino ad aiuti concreti alla stessa Gaza tramite canali ufficiali e sicuri.

Dal ridicolo al reato

E non basta. Perché le iniziative della Flottilla non sono solo folli e propagandistiche: sono anche penalmente rilevanti. Il Codice Penale italiano (articolo 244) è chiarissimo:

Chi compie atti ostili che espongono lo Stato italiano al pericolo di guerra rischia da 6 a 18 anni di carcere, fino all’ergastolo se la guerra si scatena davvero.
Chi compie atti che turbano le relazioni con un Governo estero, esponendo l’Italia a rappresaglie o ritorsioni, rischia dai 3 ai 12 anni di carcere, fino a 15 se ne derivano conseguenze gravi come rottura di rapporti diplomatici.

La Flottilla rientra in pieno in queste casistiche. Non è solidarietà: è irresponsabilità criminale.

In conclusione

È ora di dirlo senza ipocrisie: la Flottilla non porta aiuti, porta problemi. Non aiuta i civili di Gaza, ma danneggia la credibilità internazionale dell’Italia. Non è una missione umanitaria, ma una parata mediatica che mette in pericolo la vita degli stessi partecipanti e il prestigio del nostro Paese. E come sempre, a pagare il conto, sono i cittadini italiani.

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