Il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia interviene dopo l’incontro tra il sindaco di Roma e Zohran Mamdani a City Hall: «Prevenire, anziché arrivare quando le strade sono già sott’acqua». Nel mirino la gestione delle emergenze legate alle piogge intense nella Capitale.
Dallo scambio di buone pratiche tra Roma e New York arriva una nuova sollecitazione all’amministrazione capitolina sul fronte della prevenzione degli allagamenti.
Dopo l’incontro a City Hall tra il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il primo cittadino di New York Zohran Mamdani, avvenuto nell’ambito dell’Urban 20 Mayors Summit, Fabio Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, richiama l’attenzione sul sistema utilizzato dalla metropoli statunitense per affrontare le emergenze legate alle precipitazioni più intense. Gualtieri, al termine del faccia a faccia, aveva sottolineato l’importanza del dialogo tra le due città e dello scambio delle rispettive esperienze.
“Gualtieri dice che Roma e New York devono scambiarsi esperienze. Benissimo. Speriamo allora che nella sua visita a City Hall abbia chiesto al sindaco Mamdani anche come New York si prepara quando sono previste piogge intense. Perché su questo Roma avrebbe parecchio da imparare” dichiara Fabio Schiuma.
Il riferimento è al sistema di prevenzione adottato dalla città di New York. In presenza di un rischio di flash flooding, il New York City Emergency Management può attivare il Flash Flood Emergency Plan, che prevede un coordinamento tra le diverse amministrazioni e strutture coinvolte e una serie di attività da mettere in campo prima dell’arrivo delle precipitazioni più intense. Tra queste figurano ispezioni e pulizia mirata delle caditoie nelle aree maggiormente esposte, il preallertamento di squadre e mezzi specializzati e il monitoraggio continuo delle condizioni meteorologiche attraverso il Watch Command operativo 24 ore su 24.
Un modello che Schiuma mette direttamente in relazione con la proposta di un “Piano Piogge” per Roma, fondato proprio sull’anticipazione degli interventi nei punti maggiormente vulnerabili della città.
“A New York un piano per le emergenze da piogge intense esiste già. In caso di rischio di allagamenti viene attivato il Flash Flood Emergency Plan: prima dell’arrivo delle precipitazioni vengono effettuati controlli e interventi mirati sulle caditoie nelle zone più esposte, le diverse agenzie cittadine si coordinano, squadre e mezzi vengono preallertati e l’Emergency Management monitora costantemente la situazione.
È proprio questo il principio del Piano Piogge che chiediamo per Roma: individuare preventivamente i punti critici, intervenire sulle caditoie, predisporre squadre e mezzi prima del nubifragio e monitorare il territorio durante l’emergenza. Prevenire, anziché arrivare quando le strade sono già sott’acqua.
Se Gualtieri è andato fino a New York per conoscere e scambiare buone pratiche, speriamo quindi che torni con un souvenir davvero utile ai romani: il Piano Piogge che a New York c’è già”.
