Il commissario straordinario all’emergenza sanitaria Arcuri è sotto inchiesta: la Corte dei Conti avrebbe aperto un fascicolo per verificare se sui 10 milioni di euro spesi per siringhe luer lock, strumenti di precisione sanitari, si sarebbe potuto risparmiare e, soprattutto, se non siano stati uno spreco inutile per le casse dello Stato. A sentire Arcuri, le 157 milioni di siringhe di precisione sarebbero le uniche in grado di estrarre 6 dosi invece di 5 da ogni fiala del vaccino di Pfizer.
Si poteva ottenere lo stesso risultato anche con dei banalissimi aghi standard? Per ora Arcuri nega. “La differenza è solo di pochi centesimi, non è vero ci sia un divario così ampio tra i due prodotti”. E le luer lock sarebbero una scelta obbligata indotta dalle agenzie regolatorie del farmaco. Aifa parla dell’uso delle siringhe con ago bloccato, ma non lo indica come l’unica soluzione possibile. Mentre, nelle indicazioni di Ema il riferimento alle luer lock non c’è proprio.
Questa è solo una delle ipotesi di danno erariale che pendono su Arcuri. Nel mirino della procura contabile del Lazio ci sarebbero gli acquisti di mascherine e l’appalto dei “famigerati” banchi a rotelle. L’esito dell’inchiesta sarebbe appeso allo “scudo” penale garantito al commissario straordinario attraverso il decreto Cura Italia. L’ articolo 122, comma 8, recita infatti – riferendosi ai “contratti relativi all’ acquisto di beni” ritenuti idonei “a far fronte all’ emergenza” – che “tutti tali atti sono sottratti al controllo della Corte dei Conti, fatti salvi gli obblighi di rendicontazione. Per gli stessi atti la responsabilità contabile e amministrativa è comunque limitata ai soli casi in cui sia stato accertato il dolo del funzionario”. Saranno adesso i magistrati a proseguire con l’inchiesta.
