Il “facciario”: lo strumento per riconoscere volti e partiti sul tavolo di Draghi

La ricostruzione che fa Repubblica della scrivania di Mario Draghi è estremamente dettagliata. Tutte le attenzioni si concentrano sul “facciario“, strumento fondamentale per il presidente incaricato, che ha incontrato – a distanza – decine e decine di esponenti politici in pochi giorni. Riconoscerli, con tanto di mascherina, può sembrare un’impresa facile ma non lo è. Così il suo staff ha creato un album con le fotografie di tutti gli esponenti politici che avrebbe incontrato, corredate da nome e cognome. Come quello famoso dei calciatori, o come un annuario scolastico americano.

Lo strumento, fondamentale nelle lunghe consultazioni di questi giorni per il presidente incaricato, non è però una novità inedita. Fu proprio Giuseppe Conte, predecessore di Draghi, a utilizzare il “facciario” quando tenne le consultazioni che avrebbero portato al suo primo governo, quello giallo verde con l’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle. Era fine maggio del 2018 e Conte, allora avvocato senza esperienza politica, sfogliava il suo album per distinguere i parlamentari che si presentavano nella sala dei Busti di Montecitorio.

Ma sulla scrivania di Mario Draghi il “facciario” non è da solo: sono diversi gli oggetti che si possono notare dalle foto delle consultazioni diffuse. Dagli scatti è possibile vedere anche l’elenco delle delegazioni, con nomi, sigle, componenti dei gruppi che si sono alternati in questi giorni davanti al presidente incaricato. E poi l’iPad e lo smartphone di Draghi, ma anche un portapenne. Il gel igienizzante in uno dei piccoli flaconi che ormai siamo abituati ad avere sempre in tasca, accanto alla bottiglia d’acqua.

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