IL REDDITO DI CITTADINANZA: COME TRASFORMARE UNA BUONA IDEA IN UN FLOP EPOCALE

HANNO SEMPLICEMENTE COPIATO MALE UNA VECCHIA IDEA DELLA DESTRA ITALIANA.

La destra italiana, già nel 1996 parlava di “SALARIO MINIMO DI INSERIMENTO SOCIALE”, una soluzione al problema della disoccupazione, che a differenza della mancia elettorale oggi data a gente che se ne sta tranquilla seduta a casa, prevedeva un salario minimo di inserimento da corrispondere a coloro che cercano lavoro a compimento del 18° anno di età e per i primi cinque anni successivi, impegnandoli in lavori ´civilmente e socialmente utili’ predisposti da un’agenzia statale articolata in strutture regionali. Forza lavoro da utilizzare nella della società civile, per esempio temi nel settore cultura, turismo e i servizi ausiliari di ordine pubblico e nelle piccole e medie imprese di commercio ed artigianato gravate da una pressione fiscale diventata iniqua e folle’. Il salario minimo di inserimento sociale, si assicurerebbe un afflusso di mano d’opera di cui questi settori hanno bisogno. Da una parte un idea di inserimento sociale e lavorativo supportato dallo Stato, dall’altra una mancia elettorale che permette a chi percepisce il reddito di cittadinanza di restare a casa o peggio ancora di delinquere o lavorare in nero. In fondo bastava copiare un po’ meglio quello scritto nei programmi elettorali nel lontano 1996.

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