Nel giorno di Pasqua, si conclude un’altra settimana politica segnata, come sempre, da dichiarazioni farneticanti e decreti privi di buon senso. La situazione, certo, non è delle migliori. La pandemia da Coronavirus non ha mollato la presa, e gli italiani ormai sono sull’orlo del baratro a causa delle chiusure indiscriminate imposte dalla sinistra. Il governo di Mario Draghi, in perfetta continuità con quello del suo diretto predecessore Giuseppe Conte, non ha stanziato ristori sufficienti, pari praticamente a briciole rispetto alle perdite registrate dalle imprese. E chissà quando effettivamente saranno elargiti i fondi promessi. Quel che è sicuro è che di tempo ne è stato perso sin troppo e gli italiani non sono più in grado di aspettare.
Oltre 10 milioni sono i cittadini a rischio povertà. E mentre il popolo urla disperazione da dietro le “sbarre” della zona rossa, continuano a sbarcare migliaia di migranti in cerca di asilo, nelle peggiori condizioni sanitarie ed aggravando il pericolo contagio in Italia. Situazione di fronte alla quale la ministra dell’interno Luciana Lamorgese sembra indossare i paraocchi. Ben spalancato, invece, lo sguardo alle “scappatelle da lockdown”, con l’obiettivo di multare tutti i cittadini che tentino di aggirare le restrizioni imposte da dpcm. Se solo usasse la stessa determinazione anche per tenere sotto controllo gli sbarchi irregolari, forse il suo contributo al governo avrebbe prodotto frutti concreti, e non soltanto banali parole al vento sulla fine dell’emergenza.
“Speranza” non è più una parola del vocabolario collettivo. Il ministro della salute Roberto Speranza, insieme al PD, continua a bloccare le riaperture richieste dal centrodestra. Lo fa basandosi sui “dati pandemici” e forgiando, su di essi, decisioni che ben poco hanno di scientifico. Il ministro “vede solo rosso”, gli ha recriminato Matteo Salvini: la zona rossa è stata imposta in modo indiscriminato, anche laddove si sarebbe potuto ovviare. Che senso ha, ministro Speranza? Sta cercando di sconfiggere la pandemia o le imprese? Perché costringerle a chiudere se possono ricominciare a lavorare in sicurezza?
Sono tanti i quesiti inspiegabili che logorano gli italiani. Oramai sono in ginocchio e non sanno più a chi rivolgersi per chiedere una mano a rialzarsi, rinnegando di sentirsi rappresentati dalla manica di ministri incompetenti seduta al governo. E mentre le famiglie soffrono la fame, sbuca Luca Zingaretti e “concorsopoli”, lo scandalo delle assunzioni sotto banco nei confronti degli amici dem. 24 assunzioni scoperte nella Regione Lazio e avvenute in modo totalmente arbitrario, sulla linea del favoritismo illecito. Come le spiega, governatore? Zingaretti, ovviamente, ha alzato le mani, lasciando un assordante silenzio su questa faccenda scabrosa. Ma di sicuro ha dato un altro schiaffo ai cittadini presi in giro dalle politiche scellerate della sinistra.
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