Il due per mille dei cittadini per pagare i debiti della Lega: 49 milioni di euro

Vicino al volto sorridente di Matteo Salvini, sui giornali, sta circolando il codice D43 . Si tratta del  «codice della Lega», ovvero quello da usare per donare il due per mille della propria dichiarazione dei redditi al Carroccio.

Quei soldi in questi anni sono serviti al partito leghista anche per ripagare vecchi debiti.

Infatti, nelle more dell’affaire Belsito la Lega è stata condannata a restituire  49 milioni di euro che ha indebitamente percepito come contributi pubblici e ha speso in maniera irregolare. Il Carroccio ha però ottenuto di poter restituire il maltolto ai cittadini italiani a condizioni speciali: rate da 600 mila euro all’anno, per una dilazione in quasi 80 anni, senza interessi.

Ma non c’è solo questo. Perché dal dicembre 2019, ovvero da quando si è svolto l’ultimo congresso che ne ha sancito la scelta, di leghe ce ne sono due. Una è la «vecchia» Lega Nord. L’altra è la Lega Salvini Premier. E la prima viene utilizzata come una Bad Company: è questa che deve restituire i famosi 49 milioni allo Stato. Ed è questa che nel 2019, secondo l’ultimo bilancio, ha incassato 1,4 milioni di euro. Di cui circa 700mila arrivati dal due per mille, ovvero da quella legge del 2014 che permette al contribuente di destinare una quota della propria imposta sul reddito al finanziamento di un partito politico. E proprio con questi soldi la Lega ha ripagato negli anni il suo debito allo Stato.

Il bilancio della «vecchia» Lega Nord è però in rosso. Ma questo non è un problema per Salvini. Lo è invece per lo Stato visto che nell’accordo sulla rateizzazione c’è scritto che eventuali utili dovrebbero essere girati all’erario per ridurre il debito.

La situazione oggi quindi è paradossale. La Lega Salvini premier è la newco, l’altra è la Bad Company. La seconda ha dodici milioni di patrimonio netto negativo e, non svolgendo attività politica, sembra stare in piedi esclusivamente per ripagare il debito con lo Stato. E per fare questo raccoglie denaro pubblico dai cittadini. Così come lo fa la Lega per Salvini premier. Ma tra i due partiti c’è una differenza. Come ha documentato Report, a partire dal 2018 ad oggi, quando già era nata la Lega Salvini Premier, la vecchia Lega Nord ha raccolto dal 2×1000, ben 2,3 milioni di euro anche se oggi non permette ai suoi militanti di candidarsi alle elezioni amministrative.

I due partiti occupano la stessa sede di via Bellerio. Alle elezioni del 2018 Salvini si è presentato con il vecchio statuto della lega Nord, e il simbolo di Alberto da Giussano, ma con il nome Salvini premier, nel 2019 invece alle europee i due partiti hanno depositato due statuti diversi appoggiando la lista, sempre con Alberto da Giussano, e il nome di Salvini.

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