Reddito di Cittadinanza, ancora truffe. A Vibo anche mafiosi e condannati

Secondo quanto si legge su Secolo d’Italia, il Reddito di Cittadinanza torna nella bufera. L’ultimo caso di truffa è stato scoperto a Roma. Quindici persone percepivano il  contributo mensile senza averne diritto. Perché sottoposti a misure cautelari. Sono stati i carabinieri della Stazione Trullo della capitale a denunciare in stato di libertà 15 persone. Nel corso di un’attività di verifica di quanti percepivano il reddito di cittadinanza. Pur se colpiti da misure cautelari. Come arresti domiciliari o  divieto di avvicinamento alla parte offesa. Obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Si tratta di persone che, a seguito di accertamenti eseguiti negli uffici dell’Inps, avevano ottenuto indebitamente il beneficio. Accumulando complessivamente un profitto e un danno erariale pari a 75mila euro.

 

Gli accertamenti dei Carabinieri, coordinati dalla Procura di Roma, hanno accertato che alla base della indebita percezione esistevano dichiarazioni mendaci. Fornite nella richiesta di fruizione del reddito di cittadinanza. Nella documentazione venivano omesse informazioni dovute. Come quelle di essere sottoposti a misure cautelari. Per cui non ne avrebbero avuto diritto. A carico delle 15 persone sarà immediatamente sospeso il beneficio illecitamente percepito fino ad oggi. Seguirà, poi, una richiesta di risarcimento del danno causato alle casse dello Stato.

In Calabria a Vibo finiscono nei guai 43 persone. Alcune delle quali con condanne per mafia. A vario titolo hanno percepito il contributo mensile senza averne diritto. Attraverso l’ormai consolidata prassi di presentazione di documenti falsi.  I controlli hanno consentito di individuare 43 soggetti. Che, in prima persona o attraverso i propri familiari, hanno chiesto e ottenuto dall’Inps il beneficio economico. Dimenticandosi alcuni dettagli non da poco. Come l’esistenza di condanne a loro carico. Anche per associazione a delinquere di tipo mafioso. Tra i soggetti implicati figurano, tra gli altri, presunti esponenti affiliati alle cosche vibonesi.

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