Cassa integrazione per i datori di lavoro a partire dal 1° luglio

Cassa integrazione “scontata” per i datori di lavoro a partire dal 1° luglio con il decreto Sostegni bis atteso in Gazzetta Ufficiale.

La cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio, vale a dire senza il pagamento del contributo addizionale e stando alle ultime anticipazioni, non sarà per tutti e soprattutto l’accesso alla misura è previsto a determinate condizioni.

In particolare la cassa integrazione con il decreto Sostegni bis viene introdotta laddove per il blocco dei licenziamenti dopo il 30 giugno è saltata la mini proroga al 28 agosto annunciata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando il 20 maggio scorso in conferenza stampa dopo l’approvazione del testo in Consiglio dei Ministri.

Una norma inserita e approvata in riunione e che ha fatto discutere fino alla sua scomparsa. Resta tuttavia dal 1° luglio la cassa integrazione con agevolazioni vediamo per chifino a quando e a quali condizioni.

La cassa integrazione sarà “scontata” dal 1° luglio senza che i datori di lavoro debbano pagare il contributo addizionale e fino al 31 dicembre 2021. Dal 1° luglio, dopo che nella giornata di ieri è saltata la mini proroga del blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto, le aziende per le quali il blocco dei licenziamenti scade il 30 giugno, possono accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria (pensiamo all’edilizia per esempio) senza tuttavia dover versare i contributi addizionali.

Per la cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio, che a questo punto dovrebbe entrare nel testo ufficiale del decreto Sostegni bis atteso in Gazzetta, ci sono tuttavia delle condizioni che i datori di lavoro dovranno rispettare, o meglio una condizione, vale a dire che non potranno licenziare. Il divieto di licenziamento però vale solo per il periodo in cui si utilizza la cassa integrazione scontata.

La cassa integrazione “scontata” dal 1° luglio è l’unica parte della norma annunciata dal ministro Orlando lo scorso giovedì in conferenza stampa che resterebbe nel testo del decreto Sostegni bis.

Si prevedeva inizialmente infatti, oltre all’eliminazione dei contributi addizionali per la cassa integrazione dal 1° luglio, anche da quella stessa data una proroga del blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto per le aziende che avrebbero richiesto la CIG Covid entro il 30 giugno 2021, proroga che salta.

La mini proroga del blocco dei licenziamenti, che voleva essere una mediazione tra le richieste delle parti sociali, non era piaciuta a Confindustria che ha parlato di un’imboscata ordita dal ministro Orlando, ma la norma è stata discussa durante il CdM e approvata; alla fine tuttavia salta.

Sostegno al ministro Orlando è arrivato dal segretario del PD Enrico Letta che ha ritenuto le critiche avanzate a suo carico “ingenerose”. I sindacati non sono tuttavia d’accordo, chiedevano infatti una proroga per tutti al 31 ottobre e annunciano per il 28 maggio una mobilitazione senza mollare la presa sulla questione: quella del blocco dei licenziamenti è la motivazione che si aggiunge alla protesta per le morti sul lavoro.

Se la norma sul blocco dei licenziamenti salta, restano tuttavia, oltre allo sconto sulla cassa integrazioni, tutte le misure del pacchetto lavoro da 4 miliardi del Sostegni bis. Per le certezze si attende il testo in Gazzetta Ufficiale.

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