Il peggio della settimana: Raggi – Letta – I prof con la gonna

Questa settimana la sindaca di Roma, la pentastellata Virginia Raggi, si è guadagnata il titolo indiscusso di regina delle gaffe. Neanche due mesi fa aveva confuso nientemeno che il Colosseo con l’arena di Nimes, in Francia.  Fu proprio lo staff social della Raggi a commettere l’errore clamoroso. Imperdonabile per i romani che l’hanno scoperto sulla pagina Facebook della sindaca per #RomaInforma. Quando se ne sono accorti hanno invaso di commenti sdegnati il post in cui la prima cittadina presentava la Ryder Cup 2023. Adesso si ritrovano a commentare negativamente anche gli ultimi scivoloni di questa settimana.

Durante la cerimonia per l’inaugurazione della piazza dedicata a Carlo Azeglio Ciampi, la manifestazione viene interrotta per una svista non da poco. La targa era sbagliata: c’era scritto Azelio invece di Azeglio. Grande imbarazzo della sindaca di Roma. Era presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha toccato con mano l’imperizia dei vertici del Comune di Roma. All’inaugurazione “mancata” erano presenti anche i presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati.

Poi la figuraccia in tema storia di Roma. La prima cittadina scrive un post social in cui ricorda il bombardamento di San Lorenzo, sbagliando di ben quattro mesi la data. Riporta il “19 maggio del 1943” anziché luglio. Insomma, dopo l’invasione di cinghiali e l’abbondanza di rifiuti per strada, insieme ai plurimi bus incendiati e le gaffe istituzionali, la sindaca grillina non ne sta combinando una giusta.

Ma a folgorare gli italiani non sono solo le affermazioni dei 5 Stelle. Il PD lo sa bene. Soprattutto il suo leader, Enrico Letta, che, sceso dalla Luna, continua a ribadire l’importanza dell’immigrazione. Per lui gli sbarchi, nonostante siano già più che in esubero rispetto agli anni precedenti, sono la soluzione al problema del lavoro: più immigrati equivalgono a più manodopera. Parole che hanno chiaramente fatto infuriare gli italiani, costretti già a pagare le spese per l’accoglienza di gente che, per altro, rappresenta un pericolo sanitario, in base alle evidenze scientifiche.

La sinistra sembra così allontanarsi sempre di più dalle esigenze di un Paese in ginocchio, e concentrarsi solo su questioni divisive. La follia del politicamente corretto è suo baluardo. Che non comincino anche da noi i professori ad insegnare indossando la gonna? Avete letto bene. E’ quanto sta accadendo in Spagna. Si tratta di un’iniziativa contro le discriminazioni:  i docenti hanno scelto di accantonare l’uso dei pantaloni in classe, durante le loro lezioni, per combattere gli stereotipi di genere e per sostenere Mikel Gómez, lo studente cacciato da scuola per essersi recato in aula con una gonna. Peccato che più che una lotta alla discriminazione, sembra una  lotta al buonsenso, come sottolinea il leader della Lega Matteo Salvini.

CC

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