La terza dose del vaccino Covid potrebbe essere necessaria. E’ l’annuncio di Figliuolo

Il commissario all’emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo, nel suo intervento alla commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera, ha previsto la possibilità di “un’ulteriore dose di richiamo” in futuro. Figliuolo ha confermato l’obiettivo  di vaccinare l’80 per cento della popolazione entro il 30 settembre. Con la platea over 12 anni la popolazione da vaccinare è composta da circa 54,3 milioni.

 

“È un onore”, ha detto ancora, “servire il Paese per questa importantissima missione. Sento sulla mia pelle la grande responsabilità. E, soprattutto, quanto gli Italiani si aspettano in questo particolarissimo momento”. Ricordando le centinaia di migliaia di morti in tutto il mondo, il generale ha richiesto il massimo coinvolgimento. «È imprescindibile  che l’esecuzione del piano vaccinale coinvolga capillarmente tutte le realtà. Proprio per far sentire la presenza dello Stato e delle Istituzioni. In questo momento storico di particolare difficoltà”. Anche per questo ha chiesto alle Regioni di intercettare “le persone vulnerabili”. E  quelle “poco avvezze all’uso dei sistemi informatici” per la vaccinazione. Verificando contestualmente il fenomeno delle mancate adesioni. «È  probabile che permarranno minime percentuali di non raggiungibili».

Poi si è soffermato sulle dosi e la pianificazione. “Al termine del Primo trimestre del 2021, abbiamo ricevuto 14,18 milioni di dosi. Pfizer e Moderna hanno fornito quantitativi sostanzialmente in linea con la programmazione. (8,75 milioni per Pfizer e 1,33 milioni per Moderna). Mentre Vaxzevria (ex AstraZeneca), è risultata deficitaria di 1,24 milioni di dosi. 4,11 milioni anziché 5,35 milioni)”.

“Il previsionale del Secondo trimestre  in base agli accordi prevede 54,7 milioni di dosi. Complessive delle citate tre aziende fornitrici. Unitamente a Johnson&Johnson, le cui somministrazioni sono iniziate dopo la metà di aprile. Ad oggi, nel periodo aprile-maggio sono state consegnate di Pfizer circa 19 milioni di dosi.Di Moderna circa 2,5 milioni. Di Vaxzevria circa 5,2 milioni. Di Johnson&Johnson circa 1,6 milioni. Per complessive 28,3 milioni di dosi”. “Va da sé – ha concluso – che la progressione del piano nei tempi previsti, o più rapidi, non possa prescindere dalla consegna delle dosi necessarie. Con distribuzione omogenea nel tempo, per garantire un regime di somministrazioni costante“.

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