Deliveroo Italy sarà costretto a pagare una multa di 2 milioni e mezzo per aver trattato in modo illecito i dati personali di circa 8.000 rider. Sono emerse infatti “numerose e gravi violazioni della normativa privacy europea e nazionale, dello Statuto dei lavoratori e della recente normativa a tutela di chi lavora con le piattaforme digitali”.
Gli illeciti riguardavano tra l’altro “la mancata trasparenza degli algoritmi utilizzati per la gestione dei rider, sia per l’assegnazione degli ordini sia per la prenotazione dei turni di lavoro”.
La società, che a fine 2020 ha dichiarato di non utilizzare più il sistema di prenotazione dei turni, dovrà fornire ai rider “informazioni precise sul funzionamento del sistema di assegnazione degli ordini e individuare misure per tutelare il diritto di ottenere l’intervento umano in grado di valutare compiutamente e, se del caso, correggere in modo sostanziale il funzionamento del sistema”.
Spetta comunque alla società di “verificare, con cadenza periodica, la correttezza dei risultati degli algoritmi per ridurre al massimo il rischio di effetti distorti o discriminatori”.
Dalle verifiche – spiega il Garante – è inoltre emerso che Deliveroo “effettua anche un minuzioso controllo sulla prestazione lavorativa dei rider – attraverso la continua geolocalizzazione del loro dispositivo, che va ben oltre quanto necessario per assegnare l’ordine (ad esempio, rilevazione ogni 12 secondi della posizione, conservazione di tutti i percorsi per 6 mesi) – e mediante la conservazione di una elevata mole di dati personali raccolti nel corso dell’esecuzione degli ordini, tra i quali anche le comunicazioni con il customer care”.
