Era uscito dalla scena come premier, adesso è diventato il presidente dei 5 Stelle. Giuseppe Conte torna alla carica promettendo una politica nuova, ma difficile credergli dopo il fallimento messo in campo dal suo governo. Il nuovo leader del Movimento dovrà innanzitutto fronteggiare la crisi interna: a Milano, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, i grillini non esistono quasi più. Dispersi in ogni direzione, chi a sinistra e chi a destra. È il caso di Cristina Russo, che correrà per il Comune sotto le insegne di Fratelli d’Italia. Con lei erano tre i grillini nell’assemblea di Palazzo Marino: non ne è rimasto neppure uno. Della Russo già si è detto, degli altri due, uno – Gianluca Corrado, che cinque anni correva da sindaco – non si ricandiderà più e l’altro, Simone Sollazzo, ha aderito ai Verdi per Sala, dove ha raggiunto l’eurodeputata Eleonora Evi.
L’ultima barzelletta di Conte è l’essersi intestato i dati che danno l’economia in ripresa: “La crescita attuale, che sono fiducioso potrà arrivare anche al 6%, in parte è dovuta al rimbalzo più forte per un Paese come il nostro che è stato colpito più duramente dalla pandemia, per il resto è merito delle politiche economiche e degli stimoli fiscali attuati lungo tutto il 2020: un totale di 100 miliardi di espansione, più 4 decreti Ristori e una manovra di bilancio da 40 miliardi”. Sfida un economista come Draghi? “Non la mettete sul piano della sfida – aggiunge -. Lavoriamo tutti per obiettivi comuni. In questi mesi Draghi si è dovuto concentrare sull’emergenza sanitaria e sul piano vaccini. L’unico decreto Sostegni adottato quest’anno deve ancora dispiegare i suoi effetti”.
Anche il premier in carica Mario Draghi ha folgorato tutti con alcune affermazioni allarmanti, specie quelle a difesa del Reddito di Cittadinanza. Il Presidente del Consiglio che plaude al beneficio M5S, ‘condividendo in pieno il concetto che ne è alla base’, oltre a essere in continuità con l’Esecutivo Conte lascia intuire che il suo Governo non ha altre alternative per creare nuova ricchezza e occupazione. Anche questa settimana gli scandali che hanno visto protagonista il reddito grillino si sono susseguiti: dopo i controlli dei carabinieri della compagnia di Civita Castellana, sono stati denunciati anche immigrati percettori del sussidio grazie al fatto di aver attestato falsamente la composizione del nucleo familiare e di non aver mai comunicato i rapporti di lavoro dipendente. Ennesima truffa da complessivi 65.452 euro.
Intanto nel Lazio il governatore piddino Nicola Zingaretti si è ritrovato al centro della bufera per l’ennesimo scandalo. La Regione ha subito un attacco informatico senza precedenti a causa di alcuni hacker che sono riusciti ad entrare nel data base e rubare i dati personali di circa il 70% dei cittadini e di alcune figure istituzionali, tra cui niente meno che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad oggi il sistema è ancora bloccato e non si capisce se e quando verrà ripristinato. Il governatore del PD, come al solito, si è nascosto. Nessuna spiegazione sull’accaduto e su una eventuale soluzione per rafforzare la sicurezza. Come è possibile che data center inaugurato nel 2019 è stato messo così facilmente in ginocchio? Dopo lo scandalo di concorsopoli e la maxi truffa sulle mascherine, questo disastro dimostra ancora una volta l’incapacità del governo di sinistra.
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