Afghanistan, il ritorno dei talebani ha riportato le donne a vivere nella paura

Mentre i talebani hanno rafforzato il loro controllo in Afghanistan e hanno conquistato le principali città durante il ritiro delle forze statunitensi, compresa la capitale Kabul, sono risorti i timori di violazioni di massa dei diritti umani.

Indiscutibilmente, sono le donne e le ragazze che rischiano di subire il peso delle restrizioni imposte dai talebani e dal loro fondamentalismo islamico. Come si è visto in passato, dove si registrano violazioni sistematiche dei diritti.

Quando gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan nel 2001, la salvaguardia dei diritti delle donne e dei bambini era uno dei suoi presunti obiettivi primari. Insieme all’eliminazione di Al-Qaeda, mandante degli attacchi terroristici dell’11 settembre. L’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush aveva promesso fondi per sostenere le donne e i bambini dell’Afghanistan.

Fermare il terrorismo era diventato strettamente connesso nella tutela delle donne. In questi venti anni, un gran numero di giovani ragazze afgane ha iniziato a frequentare le scuole. Sono state emanate leggi per proteggere i diritti umani dopo il dominio dei talebani (dal 1978 al 2001).

In seguito, le donne afghane sono entrate a partecipare attivamente nella vita pubblica del paese come medici, insegnanti, politici e amministratori pubblici. Adesso che le forze statunitensi sono state ritirare e i talebani che hanno preso il controllo di Kabul cosa riserva il futuro alle donne afghane?

L’ultima volta che i talebani sono stati al potere, hanno ridotto la libertà di movimento, di espressione e istruzione delle donne, sopprimendo ogni loro diritto. Le punizioni corporali erano all’ordine del giorno. Le donne sono state pubblicamente frustate e trattate in modo atroce e ora temono che la storia si ripeta.

Sotto il dominio dei talebani, le donne sono più soggette a una rinnovata serie di restrizioni, violenze e ingiustizie. Sono molto più vulnerabili ad essere cacciate, perseguitate e violentate. Il progresso compiuto dalle donne del paese potrebbe essere azzerato.

Ciò che diventa evidente in questa drammatica situazione geopolitica è che le donne afghane sono le colpite da questo regime dogmatico. E quindi devono essere incluse e coinvolte in qualsiasi tipo di progetto internazionale. Che siano corridoi umanitari, aiuti in patria o richieste di asilo politico.

Salvaguardare gli interessi delle donne e garantire la sicurezza dei civili, mentre si persegue una soluzione al lungo termine, deve essere l’obiettivo cardine delle Nazioni Unite. Non è più concesso sbagliare. (CheNews.it)

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