La presentatrice tv Lilli Gruber ha deciso di prendere di mira Enrico Michetti, candidato sindaco del centrodestra a Roma che al ballottaggio dovrà sfidare Roberto Gualtieri del Partito democratico, nel bel mezzo della conduzione di Otto e mezzo, programma in onda su La7.
La Gruber a un tratto ha alzato il tono, riprendendo il tema caro alla sinistra per attaccare gratuitamente Fratelli d’Italia: il fascismo. “Michetti viene da un mondo della destra, destra, destra. Forse anche un po’ neofascista”, ha detto.
Alla Gruber ha replicato Giorgia Meloni: “Ma questa vergogna senza pari si può chiamare giornalismo?”, si è chiesta sconcertata.
“Nel dna di Fratelli d’Italia non ci sono nostalgie fasciste, razziste, antisemite. Non c’è posto per nulla di tutto questo. Nel nostro dna c’è il rifiuto per ogni regime, passato presente e futuro. E non c’è niente nella mia vita, come nella storia della destra che rappresento, di cui mi debba vergognare o per cui debba chiedere scusa. Tantomeno a chi i conti con il proprio passato, a differenza di noi, non li ha mai fatti e non ha la dignità per darmi lezioni”. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha respinto così, in una intervista al Corriere della sera, le polemiche seguite all’inchiesta di Fanpage sui presunti rapporti fra il suo partito e l’estremismo neofascista e neonazista.
“Quella più arrabbiata – dice – sono io. Io che ho sempre detto “nessuno si azzardi a giocare su certe cose”, che ho allontanato soggetti ambigui, chiesto ai miei dirigenti la massima severità su ogni rappresentazione folkloristica e imbecille, anche con circolari ad hoc. Perché i nostalgici del fascismo non ci servono: sono solo utili idioti della sinistra che li usa per mobilitare il proprio elettorato. Si è chiesta – conclude Meloni – perché mentre noi marginalizziamo questa gente la sinistra la valorizza dandole un peso che non ha mai avuto?”.
Al centro della bufera ci sarebbero finanziamenti illeciti, riciclaggio di denaro, ma anche frasi razziste e inneggianti al fascismo che vedrebbero protagonista il capodelegazione di FdI a Bruxelles, Carlo Fidanza. Quest’ultimo si è autosospeso, ma ha rigettato ogni accusa. E la presidente del partito, Giorgia Meloni, prima di commentare ha chiesto di poter visionare l’intero filmato. Ma le prove non sono mai state rese pubbliche. Come mai tirare il sasso e nascondere la mano? Atteggiamento tipico della sinistra che, guarda caso, sfodera sempre a un passo dalle elezioni, perché è l’unica arma di cui dispone.
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