Niente gare, almeno per ora. Il governo ha deciso di lasciare fuori dal ddl Concorrenza gli interventi immediati sugli stabilimenti balneari e sulle spiagge. Dopo la cabina di regia voluta dal presidente del Consiglio Mario Draghi per condividere con i partiti le scelte per alleggerire i vincoli e spingere le attività economiche il provvedimento avrebbe ottenuto il via libera. Sarebbero state escluse dalla misure le liberalizzazioni delle spiagge e quelle per gli ambulanti. Prevista solo una mappatura delle concessioni marittime in vista di una futura riforma. Sulla norma che riguarda il trasporto pubblico non di linea si sarebbe però dibattuto in Consiglio e la discussione su alcuni aspetti del testo sarebbe ancora aperta. Il ministro leghista Giancarlo Giorgetti avrebbe chiesto un esplicito riferimento a tutele per chi ha già la licenza. Sarebbe poi destinata ad essere modificata la lettera g del testo, che riguarda le sanzioni.
“I governi hanno preso due strade sul fronte della concorrenza. Alcuni hanno provato a passare delle misure molto ambiziose senza però cercare il consenso politico. Il risultato è stato che in larga parte questi provvedimenti non sono stati attuati, anche per l’opposizione di tanti gruppi d’interesse. Altri governi hanno ignorato la questione. Questo governo intraprende una terza strada, che crediamo più efficace. Avviamo un’operazione di trasparenza, e mappiamo tutte le concessioni in essere, come quelle relative alle spiagge, alle acque minerali e termali, alle frequenze”. Lo ha detto il premier Mario Draghi in apertura del Cdm. “Il provvedimento di oggi contiene poi molte misure utili, in un ampio raggio di settori. Adempiamo a tutti gli obblighi che avevamo assunto con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Lo ha detto il premier Mario Draghi introducendo in Consiglio dei ministri l’esame del ddl sulla concorrenza. “La tutela della concorrenza – ha sottolineato il premier – non si ferma comunque a questo disegno di legge. È un obiettivo trasversale a tutta la politica economica del Governo. Ne sono esempi la legge sulle lauree abilitanti, prevista dal precedente esecutivo, e la recente apertura delle tratte a medio e lunga percorrenza per i bus”.
Terminato dopo due ore il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alla legge sulla concorrenza. Fuori spiagge e ambulanti, fuori gli inceneritori e i notai; dentro invece telefonia e nomine dei dirigenti sanitari. Dopo la cabina di regia voluta dal presidente del Consiglio Mario Draghi per condividere con i partiti le scelte per alleggerire i vincoli e spingere le attività economiche il provvedimento avrebbe ottenuto il via libera. Sarebbero state escluse dalla misure le liberalizzazioni delle spiagge e quelle per gli ambulanti. Prevista solo una mappatura delle concessioni marittime in vista di una futura riforma. Sulla norma che riguarda il trasporto pubblico non di linea si sarebbe però dibattuto in Consiglio e la discussione su alcuni aspetti del testo sarebbe ancora aperta. Il ministro leghista Giancarlo Giorgetti avrebbe chiesto un esplicito riferimento a tutele per chi ha già la licenza. Sarebbe poi destinata ad essere modificata la lettera g del testo, che riguarda le sanzioni.
“I governi hanno preso due strade sul fronte della concorrenza. Alcuni hanno provato a passare delle misure molto ambiziose senza però cercare il consenso politico. Il risultato è stato che in larga parte questi provvedimenti non sono stati attuati, anche per l’opposizione di tanti gruppi d’interesse. Altri governi hanno ignorato la questione. Questo governo intraprende una terza strada, che crediamo più efficace. Avviamo un’operazione di trasparenza, e mappiamo tutte le concessioni in essere, come quelle relative alle spiagge, alle acque minerali e termali, alle frequenze”. Lo ha detto il premier Mario Draghi in apertura del Cdm. “Il provvedimento di oggi contiene poi molte misure utili, in un ampio raggio di settori. Adempiamo a tutti gli obblighi che avevamo assunto con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Lo ha detto il premier Mario Draghi introducendo in Consiglio dei ministri l’esame del ddl sulla concorrenza. “La tutela della concorrenza – ha sottolineato il premier – non si ferma comunque a questo disegno di legge. È un obiettivo trasversale a tutta la politica economica del Governo. Ne sono esempi la legge sulle lauree abilitanti, prevista dal precedente esecutivo, e la recente apertura delle tratte a medio e lunga percorrenza per i bus”.
Il testo al momento prevede 34 articoli ma sarà rivisto e corretto fino all’ultimo perché diverse sarebbero ancora questioni aperte, a partire dall’idea di una delega per rivedere le regole per taxi e Ncc. L’ultimo tentativo di portare il provvedimento in Consiglio c’era stato la settimana scorsa con la manovra, ma la mancanza di un testo e il poco tempo a disposizione avevano costretto il governo a soprassedere. Anche in cabina di regia si sarebbe registrata qualche lamentela per l’assenza di un testo distribuito prima della riunione, per dare modo a tutti di valutare nel dettaglio gli interventi. È arrivata in ogni modo l’intesa di massima e l’ok ad andare in Consiglio dei ministri con una delle riforme chiave del PNRR, che il governo si era impegnato a presentare già in estate. Niente accelerazione per le autorizzazioni di nuovi inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti: secondo quanto si apprende da fonti di governo la norma, contenuta nell’articolo 12 della bozza del ddl concorrenza, sarebbe stata eliminata nel corso del consiglio dei ministri. Dal ddl salta la norma che avrebbe consentito ai notai una maggiore mobilità. Secondo quanto si legge in una bozza del ddl più aggiornata rispetto a quelle già circolate, dal testo è saltato l’articolo 28, che autorizzava il notaio ad “esercitare le sue funzioni su tutto il territorio nazionale”.
Quanto al tema delle concessioni balneari il Governo ha deciso di prendere tempo: come con il catasto è stata prevista una mappatura dello stato dell’arte, una sorta di “operazione trasparenza” per avere intanto un quadro chiaro di chi le detiene, da quanto tempo e quanto paga che possa fare da base a eventuali futuri interventi sui meccanismi della messa a gara. Anche sulla questione delle concessioni idroelettriche, che sollevava dubbi in particolare nella Lega (e nei governatori del Nord) il punto di caduta sarebbe una spinta alle Regioni ad accelerare le gare insieme a un rafforzamento dei poteri sostitutivi dello Stato, che interverrebbe però solo quando le Regioni sono in ritardo.
Novità anche sul fronte della sanità: con il ddl dovrebbe infatti arrivare un pacchetto di misure sui farmaci per migliorare la distribuzione e accelerare l’immissione in commercio di nuovi medicinali, ma anche nuove norme per le nomine dei dirigenti medici, rivedendo i poteri dei direttori generali. Per contrastare il persistente fenomeno delle attivazioni inconsapevoli, fraudolente e irregolari le compagnie telefoniche dovranno acquisire la prova del previo consenso del cliente prima di addebitare costi di servizi in abbonamento offerti da terzi. La norma prevede inoltre il divieto di attivare senza il consenso espresso e documentato dell’utente servizi in abbonamento da parte degli stessi operatori o di terzi, inclusi quelli per contenuti digitali forniti con SMS e MMS, sia tramite connessione dati, con addebito su credito telefonico o documento di fatturazione.
