Governo Draghi verso Stato autoritario: consentiti pochissimi emendamenti sul Bilancio

“Abbiamo fatto un conto: ogni parlamentare della Repubblica,  votato e pagato dal popolo italiano, avrà a disposizione 0,4 emendamenti per modificare la Legge di Bilancio, quella con la quale si stabilisce come prendere e come distribuire i suoi risparmi. Ho sempre avuto cautela nell’accusare Draghi di scivolamento verso uno Stato autoritario, ma di fronte a questa palese violazione delle prerogative del Parlamento, occorre denunciare una lesione delle regole democratiche. Contingentare a 400  gli emendamenti complessivi che potranno essere presentati e discussi, oltretutto soltanto al Senato perché alla Camera la manovra arriverà blindata, significa ritrovarsi non in un semipresidenzialismo di fatto,  come si favoleggia, ma in una oligarchia autoritaria. In pochi infatti decidono (e chissà dove), i ministri certificano infilando qualche loro marchetta, le Commissioni mettono in scena lo spettacolo,   i presidenti delle due Camere si nascondono, il Parlamento attiva il videocitofono”.

 

E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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